Si è conclusa in territorio elvetico la fuga di D.V. (26 anni) e M.C. (25 anni), la coppia di Borgomanero destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Novara, Niccolò Bencini. I due giovani sono indagati per la morte del figlio di soli sette mesi, D.J., avvenuta il 14 novembre 2024.
L’operazione internazionale
L’arresto ai fini estradizionali è l’esito di un’articolata attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Novara, sotto la direzione della Procura della Repubblica. L’operazione ha richiesto una stretta cooperazione internazionale, coinvolgendo l’Ufficio Interpol di Roma, il Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Chiasso e le autorità giudiziarie svizzere.
Le pesanti ipotesi di reato
Le accuse formulate nei confronti dei genitori sono di eccezionale gravità: maltrattamenti in famiglia pluriaggravati dai quali sarebbe derivata la morte del neonato, e lesioni personali pluriaggravate.
Secondo le risultanze degli accertamenti medico-legali e dell’autopsia, il decesso del piccolo, nato nel marzo 2024, sarebbe stato causato da un’insufficienza respiratoria acuta in un contesto asfittico. Gli esami hanno evidenziato traumi contusivi al capo e una compressione toracico-vertebrale subiti nelle ore precedenti la morte; lesioni che i periti hanno giudicato compatibili con condotte violente imputabili a terzi, escludendo cause naturali o accidentali.
I precedenti e la fuga
Il quadro indiziario si è arricchito di ulteriori episodi documentati. Già nell’aprile 2024, il bambino era stato ricoverato per venti giorni all’ospedale di Borgomanero con ecchimosi e una frattura della clavicola. Le giustificazioni fornite allora dai genitori erano state ritenute discordanti e inattendibili dagli inquirenti.
A peggiorare la posizione della coppia è la vicenda relativa alla figlia primogenita (nata nel 2022). Nel luglio 2025, per sottrarsi a un provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Torino che disponeva l’affido della bambina a una struttura protetta, i due si erano resi irreperibili portando la piccola con sé in Svizzera. Per questo motivo sono indagati anche per sottrazione di minore ed elusione di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.
Misura confermata
Le indagini, supportate da intercettazioni ambientali e telefoniche, avrebbero inoltre fatto emergere tentativi di inquinamento delle prove attraverso pressioni sui familiari. Il Tribunale del Riesame di Torino ha già rigettato il ricorso delle difese, confermando la necessità della custodia in carcere per l’elevata pericolosità sociale e il concreto rischio di fuga. Attualmente sono in corso le procedure per l’estradizione dei due arrestati verso l’Italia.
contributo tratto dal sito partner Malpensa 24 GRUPPO ISENI EDITORI














