HomeCronacaNiguarda. Inaugurato l'Ospedale di Comunità

Niguarda. Inaugurato l’Ospedale di Comunità

Rafforzare la continuità assistenziale e offrire risposte più appropriate ai bisogni dei pazienti fragili e cronici: con questo obiettivo è stato inaugurato, all’interno dell’Ospedale Niguarda, il nuovo Ospedale di Comunità, struttura sanitaria intermedia tra ricovero ospedaliero e assistenza domiciliare.

Il presidio, inserito nella rete territoriale, è destinato a pazienti che, pur non necessitando di cure ad alta intensità, non possono essere temporaneamente assistiti al proprio domicilio, garantendo così continuità di cura e percorsi assistenziali dedicati.

“Con questa struttura – sottolinea l’assessore regionale al Welfare presente all’inaugurazione – rafforziamo ulteriormente la sanità di prossimità, migliorando l’appropriatezza dei ricoveri e accompagnando i pazienti in un percorso di cura più vicino alle loro reali esigenze”.

STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE

L’Ospedale di Comunità dispone di 20 posti letto ed è dotato di spazi dedicati al recupero funzionale, tra cui un soggiorno comune e una palestra attrezzata. Elemento distintivo è la forte integrazione con l’ospedale per acuti: i pazienti possono accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e consulenze multidisciplinari, garantendo un percorso terapeutico personalizzato e completo. Dal punto di vista organizzativo il personale medico è presente per almeno 4,5 ore al giorno, dal lunedì al sabato (esclusi i festivi), nella fascia oraria 8.00 – 20.00; nelle restanti ore e nei festivi è garantita la continuità assistenziale attraverso il medico di guardia dei reparti di Medicina interna (indirizzo geriatrico e alta complessità). Assicurata la presenza continuativa di personale infermieristico e operatori socio-sanitari (OSS).

A CHI SI RIVOLGE

La struttura accoglie pazienti cronici o fragili, anche anziani, con riacutizzazioni di patologie croniche, condizioni cliniche stabilizzate ma non gestibili a domicilio, necessità di monitoraggio e assistenza a bassa intensità. L’obiettivo è evitare ricoveri impropri negli ospedali per acuti, favorire la stabilizzazione clinica e accompagnare il paziente verso il rientro a casa o verso altre strutture di lungodegenza, come RSA o RSD. Durante la degenza, particolare attenzione è dedicata anche all’educazione del paziente e dei caregiver, con attività di formazione sulla gestione delle terapie e dei dispositivi (come stomie, drenaggi e cateteri), per garantire continuità delle cure anche dopo la dimissione.

ACCESSO E RETE TERRITORIALE

L’accesso all’Ospedale di Comunità avviene attraverso una rete integrata di servizi: medici di assistenza primaria, unità di continuità assistenziale e servizi domiciliari, équipe territoriali dedicate ai pazienti fragili, Pronto Soccorso, reparti ospedalieri in fase di dimissione protetta.

RUOLO DEL CAREGIVER

La presenza del caregiver è considerata parte integrante del percorso di cura: è consentita senza limitazioni di orario, compatibilmente con le esigenze organizzative del reparto. Il coinvolgimento attivo dei familiari è fondamentale per il recupero del paziente e per una gestione efficace al rientro a domicilio.

DIFFERENZA RISPETTO ALL’OSPEDALE PER ACUTI

L’Ospedale di Comunità si distingue dal modello ospedaliero tradizionale. L’ospedale per acuti infatti gestisce emergenze e patologie complesse ad alta intensità. Quello di Comunità si occupa invece di pazienti stabilizzati, con bisogni assistenziali continuativi ma meno complessi, fungendo da ponte tra ospedale e territorio.

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