HomeCronaca"Basta popò sui marciapiedi!". La (giusta) insofferenza dei residenti

“Basta popò sui marciapiedi!”. La (giusta) insofferenza dei residenti

Anche il miglior amico dell’uomo va al bagno. È normale. Quello che non è normale è che debba farlo sul mio prato, sul tuo marciapiede, davanti alla porta di casa mia.

Non mi farebbe piacere se lo facesse la donna più bella del mondo. Non mi fa piacere se lo fa il cane del vicino.

Questo non è un problema di Cerano. È un problema nazionale. Solo che nessuno ne parla. Nei grandi media non esiste. Per i sindaci è un fastidio minore. Per chi ci cammina dentro ogni giorno, è una vergogna quotidiana.

Il punto è uno solo: molti proprietari di cani si sentono superiori alla legge.

Prima almeno scappavano. Adesso neanche più. Lasciano lì e se gli dici qualcosa ti rispondono male. Ti aggrediscono. Si sentono intoccabili perché “loro amano gli animali”. Come se amare un animale ti desse il diritto di sporcare la casa degli altri.

Non sto dicendo che la gente abbandona i cani. Non sto dicendo che ci sono troppi cani chiusi in appartamenti di 40 metri quadri dove non dovrebbero stare.
Sto dicendo che non ci sono regole. E quelle poche che ci sono non le fa rispettare nessuno.

Dove sono le aree cani vere? Dove sono gli ausiliari che fanno le multe? Dov’è l’anagrafe canina che funziona?
Abbiamo il microchip obbligatorio, la targa, le iscrizioni. Sulla carta siamo perfetti. Per strada siamo nel degrado.

Abbiamo riempito Cerano e tutti i paesi di telecamere. Per ogni angolo. Ci controllano la targa, la velocità, se butti una carta a terra.
Ma per le deiezioni canine non si possono usare? Perché è un problema “piccolo”?

Piccolo non è. Io trovo quantità che non sono di cane, sono da mucca.
E non mi interessa il discorso “eh ma io non mangio per farlo mangiare, è come un figlio”. Se è come un figlio, educalo. E pulisci dove sporca.

A Cerano poi la cosa è ancora più offensiva. Qui ovunque abiti, in 200 metri sei in aperta campagna. Hai campi, risaie, argini, strade bianche a non finire.

Se trovi una montagna di popò in centro, in Via XX Settembre, davanti alle scuole, vuol dire solo cinque cose:
1. Non rispetti il paese dove vivi. 2. Sai che sei impunito e nessuno ti dirà mai niente. 3. Forse il tuo cane mangia più di te. 4. È un problema igienico sanitario grave. 5. Il Comune non ti ha dato alternative, ma tu non le cerchi nemmeno.
Io un cane non ce l’ho mai avuto. Ma sono sicuro che se fossi io a sporcare così il marciapiede, non arriverei a casa. Mi fermerebbero i cittadini e i vigili.

Per i cani tutto è permesso.

Serve una cosa sola: regole serie. Anagrafe vera, controlli veri, multe vere. Una tassa di possesso che serva davvero a creare aree attrezzate, a pulirle, a smaltire. Divieti veri nel centro storico.

Fino ad allora continueremo a camminare guardando per terra. Non per ammirare il nostro bellissimo paese. Ma per non pestare il popò di chi dice di amarlo.

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