Intelligenza Artificiale, energia e responsabilità umana: il vero rischio non è la macchina, ma chi la guida

Walter Cassani: "La sfida dei prossimi anni non sarà fermare l’intelligenza artificiale, ma educare l’uomo a usarla con responsabilità, evitando che la ricerca del profitto immediato comprometta ambiente, sicurezza e futuro".

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “L’intelligenza artificiale rappresenta una delle più grandi opportunità tecnologiche della nostra epoca. Non è una minaccia autonoma, non possiede volontà, non cerca potere e non ha alcun bisogno di arricchirsi. È uno strumento. Potente, sì, ma pur sempre uno strumento
Il rischio reale non è che l’IA prenda il sopravvento sull’uomo: il rischio è che l’uomo rinunci al proprio ruolo e deleghi alla tecnologia ciò che non comprende. Viviamo in una società dove una parte dell’umanità non guarda la realtà, ma solo il profitto.

Per alcuni individui, l’IA è un acceleratore di ricchezza: automatizza, scala, produce valore in tempi rapidissimi. E quando arriverà la computazione quantistica, questa capacità crescerà in modo esponenziale, amplificando sia le potenzialità sia le distorsioni.

C’è però un aspetto che viene sistematicamente ignorato:l’IA richiede enormi quantità di energia. E per alimentarla, l’uomo è disposto a tutto. Lo vediamo già oggi: campi agricoli convertiti in distese di pannelli fotovoltaici, consumo di suolo, infrastrutture energivore. Domani, inevitabilmente, arriverà la spinta verso il nucleare: una tecnologia che non è dannosa per l’IA, ma lo è per l’uomo.
È il paradosso perfetto: l’umanità costruisce sistemi che la danneggiano pur di sostenere strumenti che non hanno alcun bisogno di essere sostenuti. Albert Einstein lo aveva sintetizzato con una frase che oggi suona profetica: “Nessun topo costruirebbe una trappola per topi. L’uomo sì.”
La sfida dei prossimi anni non sarà fermare l’intelligenza artificiale, ma educare l’uomo a usarla con responsabilità, evitando che la ricerca del profitto immediato comprometta ambiente, sicurezza e futuro.
L’IA non è intelligente. È veloce. E in un mondo che corre senza guardare dove sta andando, la velocità può diventare il vero pericolo”.

*A cura di Walter Cassani inventore nel settore energetico, Medaglia d’Oro al Salone Internazionale delle Invenzioni di Ginevra. Autore del sistema “Energia da aria e acqua” e promotore di soluzioni tecnologiche sostenibili.

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