Gruppo Iseni Editori

14,2 milioni di italiani giocano ai videogiochi mentre il mercato resta stabile a 2,4 miliardi di euro

Ultimi dati rilevati..

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Il mercato italiano dei videogiochi conferma la propria solidità in una fase complessa per l’industria globale. Secondo i dati pubblicati da IIDEA, nel 2025 il settore ha mantenuto un valore vicino ai 2,4 miliardi di euro, mentre i videogiocatori in Italia sono stati 14,2 milioni.
È un risultato rilevante, perché arriva in un momento in cui molte aziende internazionali del gaming affrontano licenziamenti, chiusure di studi, aumento dei costi di produzione e maggiore prudenza negli investimenti.

Il mercato italiano del gaming resta sorprendentemente stabile

Il dato più importante non riguarda soltanto il valore economico del mercato, ma la sua capacità di restare stabile. Dopo anni di forte crescita, soprattutto durante e dopo la pandemia, molti Paesi stanno vivendo una fase di assestamento. In Italia, invece, il comparto non mostra segnali di crollo: i consumatori continuano a giocare, acquistare contenuti digitali e usare console, PC e dispositivi mobili come parte normale del proprio tempo libero.

Questa tenuta indica che il videogioco non è più un fenomeno legato a una nicchia di appassionati, ma una componente matura dell’intrattenimento nazionale.
Un’evoluzione simile riguarda anche altri ambiti del digitale, compresi i casinò e l’intrattenimento online, dove molti utenti dedicano parte del loro tempo libero alla ricerca di piattaforme, condizioni trasparenti e promozioni. Tra queste rientra anche il bonus immediato senza deposito, una formula che permette di provare alcuni servizi senza effettuare un versamento iniziale.

Cosa rivelano gli ultimi dati

I numeri del 2025 confermano un mercato solido: 14,2 milioni di giocatori e un valore di 2,4 miliardi di euro, sostenuto da giochi, abbonamenti, hardware e servizi digitali.

Indicatore Dato principale Videogiocatori in Italia 14,2 milioni
Valore del mercato 2,4 miliardi di euro
Anno di riferimento 2025
Tendenza generale Stabilità

Questi dati suggeriscono un equilibrio tra domanda e offerta. Non si tratta di una crescita esplosiva, ma di una stabilità che assume valore proprio perché arriva in un contesto internazionale difficile.

Perché la stabilità è un segnale positivo

In un settore maturo, la stabilità può essere più significativa di una crescita rapida ma fragile. Il mercato italiano sembra aver superato la fase in cui il gaming veniva spinto solo da novità tecnologiche o da picchi temporanei di attenzione. Oggi la domanda appare più costante.

La tenuta dei ricavi indica che i giocatori italiani continuano a riconoscere valore ai videogiochi, anche in presenza di pressioni economiche generali. In altre parole, il gaming è ormai entrato nella routine culturale e domestica di milioni di persone, accanto a streaming, social network, cinema e sport.

Perché l’Italia resiste al rallentamento globale dell’industria videoludica

Il quadro internazionale è molto diverso: negli ultimi anni l’industria videoludica globale ha vissuto una fase di forte ridimensionamento, con tagli al personale, chiusure di studi e progetti cancellati o rinviati, soprattutto a causa dei costi sempre più elevati di sviluppo. L’Italia resiste meglio perché il mercato interno non dipende solo dai grandi lanci internazionali, ma da una spesa distribuita tra più

categorie:
giochi per console e PC;
titoli mobile;
contenuti scaricabili;
abbonamenti digitali;
acquisti in-game;
accessori e hardware.

Questa varietà riduce il rischio di forti oscillazioni, perché il pubblico italiano distribuisce la spesa tra acquisti tradizionali, servizi digitali e piattaforme diverse.

Come stanno cambiando le abitudini dei videogiocatori italiani

Le abitudini dei giocatori italiani stanno cambiando insieme all’offerta tecnologica. Il tempo dedicato ai videogiochi non è più legato soltanto alla console domestica o al PC, ma passa sempre più spesso da smartphone, tablet e servizi online. Nel 2025 oltre 10 milioni di italiani hanno utilizzato lo smartphone per giocare, rendendolo la piattaforma più diffusa nel Paese. Questo rende il gaming più accessibile e più presente nella vita quotidiana.

Il cambiamento riguarda anche il modo in cui gli utenti spendono. Molti preferiscono acquistare contenuti digitali, approfittare di sconti stagionali, usare abbonamenti o scaricare giochi gratuiti con acquisti opzionali. Il consumo diventa così più flessibile rispetto al passato.

Il gaming è diventato una forma di intrattenimento di massa

Il gaming è ormai una forma di intrattenimento di massa. Coinvolge giovani, adulti, famiglie e utenti occasionali. Non tutti giocano con la stessa intensità, ma il videogioco è diventato un linguaggio comune, presente nelle conversazioni, sui social, negli eventi e persino nella formazione.

Questa normalizzazione aiuta il mercato a restare stabile. Quando un settore entra nelle abitudini quotidiane, dipende meno dalle mode passeggere. Anche chi non acquista spesso nuovi titoli può continuare a usare giochi mobile, piattaforme online o servizi già attivi.

Consumi digitali e tendenze delle piattaforme

Il digitale resta uno dei motori principali del cambiamento. Le copie fisiche non sono scomparse, ma sempre più consumi passano da store online, download, abbonamenti e contenuti aggiuntivi. Console e PC restano centrali per i giocatori più appassionati, mentre il mobile amplia il pubblico grazie alla facilità di accesso.

Questa evoluzione conferma che il gaming fa parte di un ecosistema digitale più ampio. La varietà dell’offerta, tra titoli premium, giochi gratuiti, abbonamenti e contenuti extra, aiuta a mantenere alta la partecipazione e sostiene la stabilità del mercato italiano.

Conclusione

Il mercato italiano dei videogiochi mantiene valore e partecipazione in una fase difficile per l’industria mondiale. I 14,2 milioni di giocatori e i 2,4 miliardi di euro del 2025 confermano un settore maturo, con una base ampia e abitudini ormai consolidate. Mentre il comparto globale affronta tagli, costi crescenti e incertezza, l’Italia mostra una stabilità che segnala resilienza e una maggiore capacità di affrontare le sfide future.

■ Prima Pagina

Ultim'ora

Altre Storie

Pubblicità

Ultim'ora nazionali

Altre Storie

Pubblicità

contenuti dei partner