Le gioie e i dolori e qualche malcelata polemica, per un teatro che nonostante i pochi mezzi finanziari, da 37 anni propone sempre l’eccellenza della cultura italiana ed internazionale, con nomi di grande rilievo. In questi giorni è stato annunciato il programma della prossima stagione, e la Direzione e la Presidenza, si chiedono quale sarà il futuro di un’offerta sostenuta solo dall’Associazione Amici del Teatro e dagli affezionati abbonati. Interrogativi anche sul futuro di un teatro storico.
Il Presidente Diego Erba:
“Questo autunno la programmazione del Teatro di Locarno giungerà alla sua 37a stagione, assicurata dall’Associazione degli Amici del Teatro di Locarno, che conterà undici proposte.
L’ultimo spettacolo è quello che di solito organizziamo dopo l’assemblea annuale, ed è uno spettacolo offerto a tutto il pubblico, non solo gli abbonati, quindi qualsiasi persona amante del teatro e altro non è che un gesto di generosità”.
Il Direttore Paolo Crivellaro:
“L’aspetto per noi fondamentale è il fatto che raggiungeremo il traguardo dei 37 anni, promossi e permessi da una associazione privata, mentre tutti gli altri teatri ricevono gli aiuti del Cantone e dei Comuni. Qui invece la volontà è di andare avanti anche da soli, senza arrenderci, grazie ad un gruppo di persone appassionate di teatro, donando alla cittadina un grosso valore. Facciamo un passo indietro per capire la realtà del teatro attuale: sino al 2009, un titolo andava in scena tre sere consecutive. Il passaggio di un interprete sapeva suscitare un seguito numeroso per tre repliche. Gianrico Tedeschi, Mario Scaccia, Aroldo Tieri, Giorgio Albertazzi, Sergio Castellitto, Carlo Giuffré, Turi Ferro, Alida Valli, Marcello Mastroianni, Rossella Falk, Vincenzo Salemme, Andrea Giordana, Jhonny Dorelli, sono solo alcuni dei nomi che si sono esibiti a Locarno. In tempi più recenti abbiamo avuto per esempio Ottavia Piccolo, Angela Finocchiaro, Ale & Franz, Monica Guerritore, Veronica Pivetti, Silvio Orlando, Alessandro Preziosi, Gioele Dix, Fabrizio Bentivoglio e Lella Costa, e molti altri. Non voglio farmene un vanto, ma il secondo gruppo è del mio arrivo di 14 anni fa.
Ho fatto questa premessa perché questi nomi appartengono alla storia del teatro italiano e non e ricordarli è necessario per uscire dall’invisibilità. Infatti, pur un contributo pubblicitario abbastanza forte, inclusi social, manifesti, ecc, purtroppo la nostra stagione resta un po’ nascosta. A me piace ad esempio coltivare sempre i rapporti con il territorio, per intensificare il contributo del passaparola, e ho notato che molti si stupiscono dei nomi di rilievo passati a Locarno. Per me questa è una sofferenza e non solo perché facciamo meno biglietti, ma anche per come siamo sottovalutati.
Da anni per fare un esempio ospitiamo il Teatro dell’Elfo di Milano, che ha una stagione molto importante, unico teatro italiano dove in contemporanea sono rappresentati fino a tre spettacoli, quasi sempre sold out ed è una formazione teatrale che viene qui da tanti anni, eppure noi a parte gli abbonati e qualche santo in Paradiso, persone che ci seguono da oltre trent’anni, abbiamo una media di 20-25 biglietti. Da noi sembra il grande nome non funzioni. Io non dormo la notte nel vedere che invece un attore come Pucci al Fevi registra per sere fino a 2000 persone, pagando anche 100 franchi!
E noi proponiamo cultura!
Per noi il problema è rendere visibile quello che facciamo, anche se i nostri nomi, pur molto conosciuti e con carriere di decenni e frequentazioni di grandi accademie, non usufruiscono delle ribalte dei salotti televisivi… Non sono i comici di turno che lasciano il tempo che trovano, lanciati da vicende personali magari con il politico di turno, arrivano ad avere 1000 persone… Il nostro è il VERO teatro!
E anche quest’anno noi proponiamo SOLO spettacoli teatrali VERI.
In Italia invece ad esempio, usa fare in modo ben diverso… Dove in cartellone mettono 2 spettacoli teatrali, 3 o 4 comici, e poi il politico o l’opinionista di turno, che è sempre in televisione.
Le stagioni teatrali sono dense di questi personaggi… Ed ora torniamo a noi che invece abbiamo voglia di fare teatro.
Quest’anno così abbiamo gettato un occhio alla memoria ed alla vicinanza con il territorio. Ed ecco lo spettacolo dedicato alla Monteforno con la quale apriremo la stagione. Si tratta di uno spettacolo prodotto dal Teatro di Bellinzona. Da molti anni abbiamo anche una collaborazione che definirei affettuosa con Chiasso, viviamo dell’anonimato, perché ognuno decide per sé in riferimento a Lugano e Bellinzona. Lo spettacolo dedicato alla Monteforno è diretto dall’attrice italiana Laura Curino, e siamo molto contenti di iniziare con lei. Ora passerò a “Io Resto qui”, un altro spettacolo dedicato alla memoria, tratto da un libro di Marco Balzano. Solo per fare un accenno, l’autore ha scritto cosa è successo dove c’è quel campanile immerso nell’acqua in Trentino.
I protagonisti nella versione teatrale, saranno gli interessanti attori italiani Arianna Scommegna e Mattia Fabris.
“L’illusione coniugale” di Éric Assous, sarà lo spettacolo brillante che seguirà quello dedicato alla Monteforno. In scena si avranno tre attori, tra i quali Rosita Celentano. Di padre illustre, da qualche anno è cittadina svizzera e abita nel luganese, e si occupa di una rubrica alla Televisione svizzera, intitolata “L’IMPRONTA”, nelle cui puntate realizza delle interviste su temi etici e sociali.
L’anno scorso abbiamo riscosso molto successo grazie a Veronica Pivetti quest’anno proporrà lo spettacolo “Breaking Brecht “ (nella foto in evidenza), un cabaret epico-satirico che attraversa il Novecento e arriva fino ai nostri giorni. Con lei in scena, le attrici Manuela Mandracchia e Lucia Vasini.
A Locarno vedranno il loro debutto.
Questo spettacolo andrà in scena nel tardo pomeriggio, perché abbiamo sperimentato che si tratta di una fascia oraria che funziona.
Nel mese di dicembre, prima di Natale, avremo uno spettacolo che abbiamo ritenuto idoneo anche per il periodo, “Giusto”, giusto perché è cade simbolicamente con le sue tipicità di buon animo in un microcosmo non facile e cinico…
Uno spettacolo divertente ed ironico.
“Erano tutti i miei figli”, apre il 2027, ed è a cura del Teatro dell’Elfo che ho già citato, reduce dal grande successo italiano, racconta i drammi di una famiglia.
“Tre Variazioni della Vita” è uno spettacolo sempre in costruzione ad opera di Yasmina Reza, anche questo al suo debutto a Locarno.
“Il Piacere dell’attesa” di Michele La Ginestra, è uno spettacolo che definisco poetico e rilassante. Il protagonista lavora in una serra e parla con le sue piante.
“Scaramuccia” va in scena ad opera di Marco Zappello, per il teatro classico dell’arte, altro genere al quale noi siamo attenti.
In conclusione, avremo “Argo”, ed è una storia famigliare intima. Uno spettacolo che va bene per il nostro pubblico affezionato, non più così giovane.
Ricordiamo che l’8 ottobre avremo “Ostinata con brio”, uno spettacolo che andrà in scena dopo l’Assemblea annuale degli Amici, con Federica Molteni che in passato è già stata qua più volte. Ha proposto per esempio tre versioni della storia di Bartali, non solo come ciclista ma come uomo, impegnato anche nella cultura e nell’antifascismo. Con il suo nuovo spettacolo racconta la storia della prima direttrice d’orchestra al mondo.
Dove ho parlato di debutti, mi riferisco solo al fatto che avremo degli spettacoli per la prima volta qua, prima del debutto ufficiale che non so dove si svolgerà”.
Il signor Diego Erba ha preso lo spunto per esordire in proposito degli spettacoli in cartellone, dicendo che l’Associazione Amici del Teatro continua a lavorare per offrire il meglio alla Cittadinanza, senza non poche difficoltà:
“Le principali riguardano prima di tutto la costante diminuzione dei contributi pubblici. In parole povere, noi facciamo quello che dovrebbe fare la Città.
Dobbiamo purtroppo annunciare che abbiamo praticamente esaurito le nostre riserve finanziarie. Per questa ragione, all’Assemblea di ottobre, vorremmo proporre un interrogativo sul futuro delle stagioni teatrali a Locarno… I membri all’Assemblea dovranno decidere se sia giunto il momento di intaccare il nostro patrimonio sociale, ed arrivare a questo punto non è mai una buona notizia…”, ha dichiarato con sgomento.
Ha poi continuato: “Abbiamo quindi già dovuto operare dei contenimenti finanziari che però non hanno intaccato la qualità degli spettacoli allestiti nel programma della prossima stagione teatrale. Il contenimento per esempio riguarda il segretariato al lavoro per il teatro, che ha dovuto ridurre giornate di presenza. Abbiamo poi aumentato ma solo leggermente il prezzo dell’abbonamento annuale, per una cifra comunque irrisoria, che è meno di un caffè per spettacolo, per un totale di 20.- franchi appena in più all’anno, e siamo passati quindi a 340.- di abbonamento annuale.
La bella realtà che sostiene il Teatro di Locarno, è quella di oltre 400 abbonati affezionati, sui quali contiamo anche per la prossima stagione.
In caso però si abbonino nuovi spettatori, noi proponiamo uno sconto per il primo anno del 25% per un ammontare di fr. 255.- , invece di 340.- , e questo anche perché essendo anziani i nostri abbonati, qualcuno potrebbe lasciare, e non sarebbe male avere nuove leve…
Mi permetto di evidenziare anche il fatto che la Società Anonima Kursaal che è proprietaria di questo teatro, detenuta in larga parte dal Comune di Locarno, ha vinto una causa milionaria contro Lugano, per via di un vecchio accordo che era stato stretto molti anni fa in riferimento ai Casinò, per circa 9’000’000.- di franchi, e penso sia adesso doveroso da parte di questa società far sapere come intende ristrutturare questo teatro, che necessita di varie migliorie. Parliamo di una struttura edificata nel 1902, che è opera anche del miglior pittore ticinese Filippo Franzoni, le cui opere pittoriche qui hanno un valore inestimabile; ed anche la facciata è ancora dell’anno della costruzione; e tra i vari miglioramenti, ci sarebbe da fare quello per ingrandire il palcoscenico; un palco piccolo, e questo a volte scoraggia alcune compagnie dall’esibirsi qua. Sappiamo che il palcoscenico è il cuore di un teatro! La nostra associazione si è però sempre battuta per ottenere una ristrutturazione conservativa, per mantenere una struttura storica per Locarno, che è l’unica ancora di valore su questo aspetto, dal Debarcadero al Palacinema.
Sapere la destinazione di quei soldi, è importante nel momento in cui la Città di Locarno sta per lanciare ed attuare il progetto di riqualificazione che riguarda proprio la zona appena citata: il nostro teatro è l’unico edificio culturale davvero storico rimasto in piedi!
Sarebbe davvero incomprensibile immaginarne l’abbattimento.
Bisogna infine riferire con non poca amarezza che nell’ambito della candidatura a Città della Cultura, il Teatro di Locarno è stato addirittura completamente dimenticato. Ciò offre la dimensione dell’interesse politico verso il nostro teatro… L’ho fatto presente durante una presentazione pubblica, quando è intervenuto il rappresentante di Mendrisio, per far sapere che auspicavano anche loro di poter avere un teatro cittadino, ed io risposi ironicamente di “auspicarlo bene”, visto che chi ce l’ha lo sta trascurando così…
Era stato approvato un bel progetto conservativo dello Studio Arnaboldi di Locarno, che però aveva prospettato costi per 30’000’000.- di franchi, e nell’impossibilità di procurarli, lo stesso si è dovuto arrenare”.
Monica Mazzei
Freelance culturale dal Canton Ticino per
TicinoNotizie.it














