Non vuole essere il libro della
verità sulla riapertura delle indagini sul caso dell’omicidio di
Chiara Poggi ma una crime storie basata su informazioni
oggettive e pubbliche, “date in pasto” all’intelligenza
artificiale per trarne una lettura più asettica possibile. Un
esperimento, proposto dal libro “Garlasco secondo l’intelligenza
artificiale” ideato dal giornalista umbro Andrea Fabbri ed in
pubblicazione sulla piattaforma di Intermedia edizioni in attesa
che il volume cartaceo arrivi nelle librerie a fine mese.
“Ho
voluto realizzare una lettura oggettiva e terza” ha spiegato
all’ANSA. Sottolineando di non essersi mai occupato del delitto
di Garlasco e di non essere un esperto di cronaca giudiziaria.
A Gemini, l’IA di Google (nella sua versione a pagamento),
il giornalista ha dato un comando: scrivere un libro vero,
autorevole, su quanto accaduto utilizzando solo ed
esclusivamente le fonti ufficiali.
Bandita ogni interpretazione
emotiva. Ha poi caricato l’ultima, articolata informativa dei
carabinieri sul delitto (la discovery di 310 pagine della
Procura di Pavia) e le posizioni ufficiali della difesa di
Andrea Sempio. Ne sono scaturite 128 pagine divise in 24
capitoli nelle quali il giornalista ha spiegato di essersi
“limitato a verificare la corrispondenza di quanto scritto e
ricostruito con i fatti realmente accaduti”.
“Ho voluto
rovesciare il paradigma – dice Fabbri -, non un libro scritto da
un essere umano con l’aiuto dell’intelligenza artificiale,
bensì, il contrario: un libro scritto interamente da IA sotto il
controllo umano. Un esperimento che è una sorta di riscrittura
della Genesi: ho dato a una creatura artificiale il libero
arbitrio di analizzare e pronunciarsi sul delitto più discusso
d’Italia. E alla fine è arrivato il verdetto”.
Secondo Andrea Fabbri, dunque, questo libro è un esperimento
volto a mettere insieme due fatti: la riapertura di una caso
giudiziario dopo 5 processi e una sentenza definitiva e l’ormai
“certa e definitiva” presenza tra noi dell’intelligenza
artificiale.











