Si fa sempre più teso il clima politico a Robecco sul Naviglio. I gruppi di minoranza denunciano con forza un atteggiamento di persistente insofferenza da parte della Sindaca Fortunata Barni e della maggioranza consiliare nei confronti del confronto democratico e dell’attività delle opposizioni.
“Il dialogo, strumento fondamentale della democrazia, è stato sostituito da una chiusura istituzionale che danneggia direttamente Robecco e i suoi cittadini. Le richieste di accesso agli atti e le legittime domande poste dall’opposizione vengono sistematicamente ignorate o eluse.”
I nodi irrisolti: territorio, ambiente e servizi
La minoranza evidenzia una totale mancanza di trasparenza e di visione strategica su una serie di temi vitali per il futuro del paese, divisi in tre macro-aree:
Pianificazione Urbanistica e Territorio: nebbia fitta sulle reali intenzioni della maggioranza riguardo al nuovo Piano Generale del Territorio (PGT). Manca una visione a lungo termine e persino sul progetto “De Bernardi” l’opposizione ha dovuto lottare per ottenere i documenti necessari alla presentazione delle osservazioni.
Ambiente e Salute Pubblica: cresce la preoccupazione tra i residenti di Castellazzo de’ Barzi per il previsto insediamento di una fonderia nell’ex area Ametec-Ciaramella. Su questo fronte l’Amministrazione mantiene il silenzio, così come restano al palo la convocazione della Consulta Ecologica, il progetto ForestaMi e lo sviluppo della CERN (Comunità Energetica Rinnovabile Navigli).
Servizi e Viabilità: si registra una totale assenza di aggiornamenti sul Piano Urbano del Traffico (PUT) e sul futuro della Scuola materna.
Istituzioni svuotate: Consiglio Comunale e Consulte
Secondo l’opposizione, il deficit democratico si riflette chiaramente anche nelle sedi istituzionali. Durante le sedute del Consiglio Comunale, un’interpretazione ostruzionistica dei regolamenti impedisce un dibattito sano e costruttivo. Parallelamente, le Consulte – che dovrebbero essere il luogo privilegiato per il confronto con il territorio – vengono quasi sempre disertate dai rappresentanti della maggioranza.
“Governare significa ascoltare”
Questa chiusura viene interpretata dalle minoranze come il sintomo evidente di un’Amministrazione priva di progettualità, che preferisce isolarsi anziché aprirsi al confronto.
Il comunicato si chiude con un fermo richiamo all’esecutivo locale, citando anche le dinamiche del territorio circostante:
“Invitiamo la Sindaca e la giunta a un deciso cambio di passo. Il recente caso del Data Center di Magenta dimostra chiaramente come le decisioni calate dall’alto, senza il coinvolgimento della cittadinanza, portino solo a forti tensioni e a errori. Robecco merita di più: merita un dibattito aperto e sincero sui temi strategici per il territorio.”











