Martedì sera il locale Bim Bum Bar della frazione di Castellazzo de’ Barzi a Robecco sul Naviglio ha ospitato durante “Non sei sola”. Una serata intensa, dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, che ha saputo unire momenti di profonda riflessione a testimonianze concrete di impegno civile. L’iniziativa, nata dalla volontà di non abbassare la guardia su un tema drammaticamente attuale, ha visto la partecipazione di figure chiave della comunità locale. A presentarla è stata Michela Roy, organizzatrice dell’evento. L’obiettivo dichiarato fin dall’inizio è stato quello di creare una rete di supporto visibile e accessibile, ribadendo che le istituzioni e le associazioni sono presenti per chiunque si trovi in una situazione di pericolo o isolamento.
Durante l’incontro, sono stati affrontati diversi aspetti legati al fenomeno della violenza di genere. È stato sottolineato come il primo passo, spesso il più difficile, sia rompere il silenzio. Ne ha parlato, con grande commozione, Vittoria. “Certe ferite non guariscono mai – ha detto – quando si parla di violenza viene in mente la violenza fisica, ma tutto comincia con quella psicologica. E’ difficile raggiungere la consapevolezza di quello che sta accadendo, spesso si comincia con litigi, insulti, parolacce. A volte davanti ad amici”. Poi arriva il giorno del grande passo, di quando si trova il coraggio di chiedere aiuto. Vittoria si è rivolta ad una delle tante associazioni esistenti sul territorio. E’ stato proprio questo l’obiettivo della serata: rassicurare le donne del territorio. “Non sei sola” non è solo uno slogan, ma una promessa di accompagnamento. Il criminologo Francesco Esposito ha affrontato il tema partendo dall’aspetto culturale.
“Sono nato nel 1978 – racconta – quando ero un ragazzo era giusto fischiare le ragazze e chi non lo faceva era solo perché era timido. Abbiamo fatto schifo. Il femminicida non era un mostro, era il vicino di casa. Siamo noi. Poi con il passare degli anni e delle esperienze ho capito che quello che facevo era profondamente sbagliato”. Il femminicidio è, quindi, una patologia culturale. Per alcune persone uccidere una donna è giusto, utile, anche se punibile. Frasi forti quelle del criminologo che fanno riflettere. “Non serve a nulla aumentare le pene – continua – anzi”. Il ruolo della comunità è importante. Cittadini, volontari, associazioni, e rappresentanti locali hanno discusso di come anche i luoghi di aggregazione quotidiana, come un bar di frazione, possano diventare presidi di ascolto e sentinelle sul territorio. Le psicologhe di Telefono Donna hanno illustrato la loro attività come centro anti violenza, così come le rappresentanti di Lule che possiamo ascoltare nel video. Rappresentano canali attivi per le emergenze che operano nell’area del Magentino e dell’Abbiatense. Il video della serata testimonia una partecipazione sentita.
Non si è trattato di una conferenza formale, ma di un dialogo aperto tra i presenti al quale ha preso parte anche il sindaco di Robecco Fortunata Barni, insieme ad altri membri della giunta. La scelta del Bim Bum Bar come location ha permesso di portare un tema così complesso in un contesto informale, rendendo il messaggio più diretto e vicino alla cittadinanza. L’evento di Castellazzo de’ Barzi si inserisce in un calendario di appuntamenti necessari per mantenere viva l’attenzione tutto l’anno, e non solo in occasione delle ricorrenze internazionali. Messaggi come quelli lanciati martedì sera servono a ricordare che la battaglia contro la violenza si vince con la cultura, l’informazione e, soprattutto, con la vicinanza umana.


















