“Dottore, siamo sicuri che funzioni? Non è che fra qualche giorno mi risveglio?”. Sono le parole che Serena ha rivolto al medico pochi secondi prima di autosomministrarsi il farmaco: è stata il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Lombardia.
A raccontarlo è Nicoletta, sua sorella, a margine della conferenza stampa dell’Associazione Luca Coscioni in piazza XXV aprile a Milano. Serena era affetta da sclerosi da trent’anni; negli ultimi dieci aveva perso l’uso delle funzioni motorie.
“Conservava la facoltà della parola, ma per il resto non aveva più alcuna autonomia – ha spiegato Nicoletta – Se avesse voluto piangere, non c’era nessuno ad asciugarle le lacrime”.
La scelta l’aveva presa da sola: quando i familiari lo hanno saputo, Serena aveva già presentato tutte le richieste. “Noi, successivamente, l’abbiamo soltanto accompagnata fino a quel giorno – ha aggiunto la sorella – Ha sorriso fino all’ultimo, senza mai un attimo di cedimento. Mai. Zero”.
Nei giorni precedenti Nicoletta aveva condiviso con lei ogni momento, preparandole i piatti che desiderava. Prima della procedura, mentre la metteva a letto, le ha chiesto se avesse qualcosa da dirle. “Grazie di tutto”, ha risposto Serena prima di chiudere gli occhi.














