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Milano, 25 Aprile tra tensioni e polemiche: le accuse di Bussolati e Fiano (Pd)

La censura per gli attacchi alla comunitร  ebrauca in corteo

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Non si placano le polemiche dopo quanto accaduto ieri a Milano durante il corteo del Festa della Liberazione, segnato da tensioni e contestazioni che hanno coinvolto lo spezzone della Brigata ebraica.

A intervenire con parole dure รจ il consigliere regionale del Partito Democratico Pietro Bussolati, che ricostruisce quanto avvenuto puntando il dito contro gruppi organizzati di manifestanti: secondo Bussolati, la Brigata ebraica โ€œera entrata nel corteo secondo le indicazioni del comitato antifascista e della Questuraโ€, mostrando disponibilitร  a concordare modalitร  di partecipazione in sicurezza.

Tuttavia, la situazione sarebbe degenerata quando โ€œgruppi di manifestanti organizzati, con anche bandiere della Repubblica islamica iraniana, hanno bloccato lโ€™accesso di corso Venezia allโ€™altezza di via Senatoโ€, arrivando โ€” denuncia โ€” a โ€œcircondare i manifestanti con il preciso intento politico di cacciare dal corteo lo spezzone della Brigata ebraicaโ€.

Un fatto che Bussolati definisce senza mezzi termini โ€œdi una gravitร  assolutaโ€, sottolineando come, per la prima volta a Milano, โ€œnon si รจ data la possibilitร  a un pezzo importante del corteo di manifestare per il giorno della Liberazioneโ€.
Nel mirino anche lโ€™organizzazione e la gestione dellโ€™ordine pubblico: โ€œchi ha organizzato i cortei […] doveva impegnarsi a garantire il diritto di manifestareโ€, mentre viene evocata anche una responsabilitร  della Questura per le indicazioni fornite.

Particolarmente duro il passaggio sul clima registrato durante la manifestazione: Bussolati parla apertamente di โ€œclima antisemitaโ€, con โ€œinsulti ai vessilli ebraici e agli ebreiโ€, avvertendo che episodi simili rischiano di aprire โ€œla strada a pericolosi rigurgiti di settarismo e antisemitismoโ€.

Sulla stessa linea lโ€™ex parlamentare Emanuele Fiano, che affida a parole molto personali il proprio sfogo.
โ€œEra il 50ยฐ anno che venivo al corteo nazionale del 25 Aprileโ€, ricorda, sottolineando un legame familiare e simbolico con la ricorrenza: โ€œla prima volta era con mio padre con i cartelli dei lagerโ€.

Poi lโ€™accusa, netta: โ€œoggi siamo stati sbattuti fuori. Non saprei trovare altre espressioniโ€.
Fiano elenca i soggetti esclusi โ€” dalla Brigata Ebraica alle associazioni ebraiche milanesi, fino ai giovani del movimento scout ebraico socialista โ€” parlando di una esclusione che colpisce il senso stesso della giornata: โ€œnel corteo nel quale bisognerebbe celebrare la libertร . Di ognuno perรฒ. Ma oggi noโ€.

Nel suo intervento emerge anche una critica piรน ampia al contesto sociale e politico: โ€œuna minoranza estremistaโ€ avrebbe deciso โ€œchi puรฒ partecipare e chi noโ€, in quello che definisce โ€œuna vergogna per tutto il paeseโ€.

E aggiunge un passaggio particolarmente significativo: โ€œQualcuno ci ha lasciato soli. E non parlo delle forze dellโ€™ordine, ma di una parte consistente dellโ€™opinione pubblicaโ€, accusata di stare โ€œmaciullando secoli di convivenzaโ€.

La chiusura รจ un monito: quanto accaduto ieri rappresenta, secondo Fiano, โ€œun precedente orribileโ€, destinato a pesare sul futuro delle manifestazioni e sul clima civile.

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