HomeScuolaLe discipline umanistiche per l’Intelligenza Artificiale

Le discipline umanistiche per l’Intelligenza Artificiale

La ricchezza e il continuo aggiornamento dell’argomento ci porta a oggi, nell’era dell’intelligenza artificiale, a considerare i numeri delle grandi aziende e le percentuali dei neo laureati in filosofia assunti. Perché pare che siano proprio i pensatori: il pensiero è il valore necessario che apre la mente e aiuta anche le macchine ad elaborare l’aspetto critico. Al dottor Ivan Ferrero, cyberpsicologo che nelle scuole del territorio porta avanti progetti con gli studenti e corsi di formazione con i docenti, non ultimo quello presso l’IC “Carlo Fontana” di Magenta, abbiamo posto molte domande.

Se nel precedente articolo ci eravamo concentrati sul lavoro dei docenti con l’IA nella gestione delle lezioni e in classe, in questa seconda parte ci focalizziamo proprio sui rischi etici, come la disinformazione o il plagio, che l’uso dell’IA in ambito scolastico pone agli studenti e come la scuola può mitigarli. “Tra aneddoti personali e casistiche attuali nessuno ha le armi per definire precisamente questo aspetto nell’influenza derivata dall’uso dell’IA. L’insegnante conosce però i propri alunni; nella mentalità pragmatica i bambini stanno costruendo il concetto morale e allora noi dobbiamo agire usando le spinte gentili, bisogna fare in modo che ogni alunno faccia anche un pezzetto di percorso personale, oltre la conoscenza delle regole. Oppure data una ricerca a casa su un tema specifico, si possono poi in classe condividere appunti e materiali usati, in modo da stimolare ulteriormente la riflessione sul metodo di ricerca oltre che sui contenuti”.

Allora, come possono gli insegnanti, in particolare della scuola primaria, aiutare i bambini a interagire in modo sicuro e consapevole con l’IA? “Sicuramente attraverso la consapevolezza, acccompagnandoli nell’uso di questa tecnologia di cui dispongono fin troppo presto, affinchè imparino anche i limiti dello strumento, anche in fatto di ragionamento”. Dal canto loro, “gli adulti non devono vietarne l’uso”.

Molti sono infatti i pedagogisti che invitano ad un avvio dell’uso lento e consapevole. “A livello antropologico è stato sempre così con i nuovi artefatti introdotti via via e in modo sempre più controllato dalle generazioni successive – continua Ferrero. – Uno dei modi per aiutare i bambini è preparare ambienti digitali dedicati a loro senza like, senza algoritmi, senza sponsorizzazioni. Come ho fatto per una scuola dove ho preparato una chatbot in cui ho inserito news e fake news e l’ho istruita per essere una IA che sbaglia. Nelle classi si sono ricercate le fonti e si è discusso degli errori fatti dalla “macchina”. Si è così lavorato sullo sviluppo di uno sguardo critico, demistificando il “potere” dello strumento e senza cadere nella paura”.

L’uso dell’IA può creare un nuovo divario digitale tra gli studenti che ne hanno accesso e chi no? “Sì, questo è un aspetto da non sottovalutare. Come il cellulare in sé (chi ha i giga e chi no, ad esempio) e l’esempio del periodo del Covid aiutano: quando con la dad alcuni alunni non si collegavano per la connessione. Quindi il problema c’è già e rimarrà sempre il digital devided. La scuola ha però l’opportunità di inserire elementi di inclusione anche all’interno di questo contesto, fornendo ai suoi studenti l’accesso agli strumenti AI con i loro account Educational”.

Il ragionamento si sposta quindi con il dottor Ferrero dalla scuola a casa: i genitori cosa possono fare? “I primi educatori sono proprio i genitori, almeno in teoria dovrebbe essere così. Mi sento di fare un appello accorato a tutti noi adulti: dobbiamo informarci e tenerci aggiornati per sapere cos’è realmente l’Intelligenza Artificiale e per trasferire correttamente le informazioni ai piccoli cittadini di domani”.

Altri articoli della sezione

Calcio, Eccellenza. Domani per il Magenta c’è solo la vittoria

Vincere, vincere e soltanto vincere! Ormai, per il Magenta è diventato un imperativo categorico. I ragazzi di Mister Alfio Garavaglia, domani, sono attesi dalla...

Calcio. Magenta-Besnatese, al Plodari una domenica da vivere insieme: ingresso gratuito per tutte le donne

Una domenica di calcio, passione e senso di comunità. Domani, domenica 25 ottobre, il Magenta torna in campo al Centro Sportivo Francesco Plodari...

Magenta, Bilancio Consolidato: patrimonio netto di oltre 91 milioni di euro

Il Consiglio comunale ha approvato nella seduta di giovedì 22 ottobre 2026, il Bilancio consolidato 2025 del Gruppo Amministrazione Pubblica Comune di Magenta, lo...

Magenta: tentato furto di rame in via Pasubio: numerose lastre sradicate

Tentato furto di rame a Magenta, dove ignoti hanno preso di mira la copertura del tratto situato in via Pasubio. I soliti ignoti sono...

Articoli Correlati

Legambiente Lombardia: positive le modifiche alla legge regionale sui data center, ma occorre rafforzare il legame con la transizione energetica

Le tante proteste dei cittadini e dei territori hanno convinto la Regione Lombardia a mettere mano alla recente normativa atta a regolamentare il fenomeno...

Magenta, dalle notti di luglio ai colori dell’autunno: da Zanzottera sono pronti i crisantemi coltivati nelle proprie serre

Tutto è cominciato nelle calde serate di luglio, quando nelle serre dell'Ortofloricoltura Zanzottera, in Strada per Ossona a Magenta, si lavorava per preparare uno...

Parco del Ticino, un anno per coltivare il futuro: aperte le candidature al Servizio Civile Agricolo

Un anno per imparare, mettersi alla prova e fare qualcosa di concreto per l’ambiente e la comunità. È questa la proposta del Parco del...

Emergenza incendi, il bilancio del Parco Ticino: il grande sforzo dei volontari

Il 2026 si avvia al termine ed è tempo di stilare i primi bilanci per il settore Antincendio Boschivo del Parco Lombardo della Valle...
spot_img