“L’audizione di oggi (ieri, nda) in Commissione Attività produttive – da me presieduta e fortemente voluta quale esponente del territorio – ha portato senza dubbio a fare chiarezza sulla situazione del Gruppo BCS, i cui siti principali si trovano ad Abbiategrasso e Cusago. Attualmente l’azienda è in attesa di una risposta rispetto alla richiesta di proroga di 60 giorni della procedura di preconcordato, condizione necessaria sia per garantire la continuità produttiva che per proseguire nella ricerca capillare di nuovi partner industriali e finanziari” dichiara Silvia Scurati (Lega), Consigliere regionale e Vicepresidente della Commissione Attività produttive di Palazzo Pirelli.
“Attraverso un confronto serrato con i vertici aziendali, le parti sociali e le amministrazioni del territorio è emersa la volontà di dare certezze al lavoro di un’impresa che, grazie anche ad un marchio storico e a prodotti di eccellenza, ha grandi potenzialità e deve essere non solo risanata ma rilanciata, evitando che le incertezze vadano a depauperare un patrimonio di know-how e figure professionali” aggiunge Scurati.
“Come Regione Lombardia abbiamo ribadito il sostegno a tutelare l’occupazione e l’indotto in un presidio produttivo strategico quale è quello dell’Abbiatense, dando certezze alle famiglie. Seguiremo con attenzione i prossimi passi, compreso l’incontro al Ministero delle Imprese del 30 giugno, per continuare a sostenere una doverosa prospettiva di ripresa produttiva e occupazionale” conclude Scurati.
LA VOCE DEL PD
Si è tenuta in IV Commissione Attività produttive, l’audizione sulla situazione del Gruppo Bcs, per le sedi di Abbiategrasso e Cusago, con il rappresentante della Spa, Fiom Cgil Lombardia, Fiom Cgil Ticino Olona, Fim Cisl Milano, le Rsu, i Comuni di Abbiategrasso e Cusago e la Città metropolitana di Milano. È stata l’occasione per fare il punto su un’azienda che conta commesse e lavoro, rappresenta un marchio storico ed è un’eccellenza produttiva del territorio, ma che sta attraversando una crisi finanziaria per una situazione importante di debiti. A rischio 500 lavoratori e un indotto rilevante.
“In sede di audizione ho chiesto l’attivazione di Finlombarda, proprio perché la crisi è debitoria e finanziaria, ma l’azienda è solida e produce. Dal canto suo, la finanziaria regionale ha 500 milioni fermi in pancia che potrebbero essere utilizzati. Tra l’altro, per Bcs ne basterebbero molti meno e sarebbero utili a dilazionare il debito e permettere un rilancio dell’azienda”, commenta a fine incontro Paolo Romano, consigliere regionale del Pd e capogruppo in Commissione.
Gli fa eco il collega Simone Negri: “Sarebbe interessante capire come si sono generati i debiti, ma anche la situazione del mercato, considerata piuttosto fluida, quindi com’è la concorrenza internazionale. E poi andrebbe chiarito perché fino a oggi, nonostante gli incontri al tavolo del Ministero delle Imprese e l’interesse di Invitalia, ma non sappiamo fino a che punto, non si sia giunti a ipotizzare una quadratura del cerchio, visto che pare siano tutti interessati. Un’azienda del genere, con un piano serio, deve essere sostenuta, ma ognuno deve fare la sua parte, perché va bene la ricerca del socio, basta che poi non prenda il marchio, magari anche dei soldi pubblici e dopo, a distanza di pochi anni, delocalizzi. Su questo non transigiamo: vogliamo garanzie sul mantenimento e sulla continuità per i lavoratori e per un marchio che è patrimonio del sud Milano”.
Chiosa Andrei Lacanu, capogruppo Pd in consiglio comunale ad Abbiategrasso: “Bcs e l’indotto sono cruciali per il territorio. Salvare l’azienda deve coincidere con la continuità produttiva e la tutela dei posti di lavoro: è importante mantenere il dialogo tra proprietà, sindacati e istituzioni per evitare che siano i lavoratori a pagare la crisi”.














