HomeCronacaGarlasco: consulente Poggi, cavigliera e 33 le cose non fatte

Garlasco: consulente Poggi, cavigliera e 33 le cose non fatte

Dario Redaeli ha 62 anni e nella sua
intensa e lunga carriera da poliziotto scientifico e poi da
consulente ha coordinato il sopralluogo sulla scena
dell’omicidio di Yara Gambirasio, si e’ occupato della strage di
via Palestro e della morte di Raul Gardini.

Dal suo punto di
vista di esperto che affianca la famiglia di Chiara Poggi
sostiene che “l’omicidio di Garlasco non e’ sicuramente il caso
piu’ difficile che ho affrontato ma nessuno ha mai avuto questa
risonanza mediatica forse perche’ riguarda una famiglia normale,
un contesto tranquillo, qualcosa che viene percepito come molto
vicino alla maggior parte delle persone”. Usa toni molto pacati
e di grande rispetto per gli altri tecnici protagonisti nella
nuova indagine della Procura di Pavia che punta ad Andrea Sempio
come killer di Chiara Poggi.

Ci sono pero’ due ‘buchi’ secondo
lui nell’enorme sforzo di ricostruzione profuso da magistrati e
carabinieri. Alla fine dello scorso anno il team scientifico
della parte civile ha deciso di compiere accertamenti su alcuni
reperti della vittima trovati sulla scena del crimine, tra i
quali due orecchini, una catenina col dente di squalo, alcuni
braccialetti e una cavigliera. “Sapevamo che l’analisi sui
monili sarebbe stata difficile – spiega in un’intervista all’AGI
– perche’ erano attivita’ irripetibili in quanto erano oggetti
fuori dalla ‘catena di custodia’ che dovrebbe esserci per
preservarne l’integrita’ e in parte restituiti alla famiglia. Li
abbiamo pero’ analizzati lo stesso per verificare la loro
compatibilita’ con la nostra ricostruzione della scena del
crimine. E tuttavia: all’epoca la cavigliera diede gli stessi
risultati di inconcludenza che restitui’ l’analisi del grattato
sull’impronta 33.

Se si e’ andati a lungo alla ricerca di quel
grattato per fare ulteriori indagini perche’ non farlo anche sul
quel materiale repertato sulla cavigliera? Se fossero state
ancora presenti delle tracce diluite magari avremmo scoperto che
c’erano oltre persone diverse da Sempio o da Stasi. Invece non
ci risulta, anche dalla discovery seguita alla chiusura delle
indagini su Sempio, che sia mai stato fatto e nemmeno che quel
materiale sia stato cercato negli archivi dei Ris”.

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