HomePoliticaVigevano, elezioni: Vannacci si prende la piazza

Vigevano, elezioni: Vannacci si prende la piazza

“Avanti con Futuro Nazionale. Avanti con tutti i giovani e i cittadini vigevanesi che vogliono un altro futuro. Avanti con chi se ne frega di palazzi e poltrone e sta in mezzo alla gente. Avanti con chi non si nasconde dietro il politichese ed il pensiero unico ma affronta le sfide senza timori, vergogna, paure e tentennamenti. Avanti con chi ha l’unico obiettivo di fare il bene dell’Italia e degli italiani.
Il futuro è con noi”.

Con queste parole il candidato Sindaco Furio Suvilla ha accolto l’arrivo del leader di Futuro Nazionale in piazza Ducale dove ieri sera, oltre 500 persone si sono radunate nel dehors antistante lo storico caffè commercio per ascoltare le parole del Generale. Numerosi i giovani presenti, come detto, che vogliono ‘Riprendersi Vigevano e il loro futuro’ seguendo il movimento di Vannacci che sta intercettando non solo il popolo della Destra ma anche dei delusi della politica.

Qui sotto il commento alla giornata ducale del Generale, di Luca Sforzini presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale il think thank di Vannacci

“QUEL PESO DI UNA PIAZZA PIENA”
di Luca Sforzini

Ci sono momenti in cui la politica smette di essere tattica, palazzo, retroscena, piccolo cabotaggio. E torna ad essere una cosa tremendamente seria. Quasi fisica. La senti addosso.

L’ho sentito domenica sera in Piazza Ducale a Vigevano, accanto a Roberto Vannacci, davanti a una piazza colma a perdita d’occhio, piena di giovani, famiglie, lavoratori, persone normali. Persone perbene. Non comparse. Non professionisti della militanza. Non clientele. Italiani che chiedono una cosa che oggi sembra diventata rivoluzionaria: essere ascoltati.

Guardavo quella piazza rinascimentale — una delle più belle d’Italia, costruita dagli Sforza come luogo simbolico del potere e della comunità — e pensavo che forse il vero punto politico non fosse nemmeno il singolo comizio.
Il punto era un altro.
Il punto era la fame di rappresentanza che emerge ormai ovunque.

Una parte enorme del popolo italiano non si sente più rappresentata da un sistema politico che troppo spesso appare distante, autoreferenziale, ideologico, incapace perfino di comprendere le paure reali delle persone.

E allora quelle piazze diventano una responsabilità enorme.
Perché quando migliaia di persone si radunano spontaneamente per ascoltare parole su identità, sicurezza, lavoro, dignità nazionale, comunità, significa che esiste un vuoto. E i vuoti, nella storia, vengono sempre riempiti.

Ciò che mi ha più colpito non è stata la quantità di persone. È stata l’età di molti. Ragazzi. Ventenni. Giovani che secondo la narrazione dominante dovrebbero essere disinteressati alla politica, liquidi, cinici, disillusi. E invece erano lì. Attenti. Partecipi. Con gli occhi di chi cerca una direzione.

Questa è la vera responsabilità.
Perché se una generazione torna a chiedere idee forti, visione, appartenenza, allora non puoi limitarti agli slogan. Non puoi giocare. Non puoi improvvisare.
Devi essere all’altezza.

Ho percepito chiaramente che stiamo entrando in una fase nuova della vita pubblica italiana. Una fase in cui il consenso non nascerà più soltanto nei talk show o nei salotti romani, ma nelle piazze, nei territori, nei luoghi reali del Paese.

Ed è qui che il Centro Studi Rinascimento Nazionale dovrà assumersi fino in fondo il proprio compito: trasformare rabbia in visione, protesta in progetto, consenso in classe dirigente.

Perché le piazze possono entusiasmare. Ma senza elaborazione restano solo fiammate.
E invece oggi l’Italia ha bisogno di qualcosa di molto più difficile: una nuova élite culturale, politica e morale capace di meritarsi la fiducia di quelle persone che domenica sera, a Vigevano, guardavano verso il palco aspettandosi risposte vere.

Questa aspettativa pesa.
E deve pesare.
Perché solo chi sente il peso di una piazza piena forse ne è ancora degno.

Luca Sforzini – Presidente
Centro Studi Rinascimento Nazionale

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