E’ finita come si sapeva o forse no. Considerato che Massimo Garavaglia, il Senatore dell’est Ticino, sceso in campo per ‘allargare il dibattito e portare una serie d’istanze che diversamente sarebbero rimaste inevitabilmente sopite’ ha avuto praticamente solo due settimane per prepararsi ad un Congresso straordinario il cui epilogo pareva già scritto.
Peraltro, un Garavaglia che non aveva certo dietro un’organizzazione come quella che il ‘Capitano’ si è costruita in questi anni e che avuto accettare ‘regole d’ingaggio’ già scritte. Ma che soprattutto ha raccolto le sue firme andando a pescare su quanto era rimasto a disposizione. Perché anche qui sarebbe stato forse più equo mettere un tetto alle firme, così che ci fosse la possibilità materiale per dar voce anche a più voci e posizioni in seno all’assise. Ma tant’è.
Eppure, nonostante tutto, il risultato finale dice che tra i delegati al Congresso del Carroccio c’è una percentuale di circa 1 su 4 a cui le cose così come stanno non vanno bene. Forse, allargando alla base, compresi militanti, simpatizzanti e quel voto d’opinione che diventa fondamentale per ottenere certe percentuali alle elezioni, questi numeri potrebbero salire ancora.
Vi invitiamo a leggere l’analisi fatta oggi da Il Foglio (“La Lega maranzina”) che https://www.ow9.rassegnestampa.it/CrlNew/PDF/2026/2026-10-26/2026102663620760.pdf
che mette in luce le crepe ancora presenti dietro al successo dei numeri di Salvini. Ovviamente è un punto di vista. Ma certamente interessante.
Basterà il ritorno al nome Lega Italia Federale che, peraltro, Bossi aveva lanciato negli anni 90 per far breccia nelle regioni del Centro e del Sud?
Di certo c’è una base leghista, quella delle origini, che vorrebbe riscoprire una certa identità sopita e che emerge in modo netto nei commenti postati sulla pagina di Massimo Garavaglia.
Il Senatore, infatti, ha voluto ringraziare chi lo ha sostenuto in questa ‘lucida follia’ che solo ‘un uomo libero’ può compiere attraverso un video emozionale che per certi tratti rispecchia il programma politico di Garavaglia per una Lega liberale che si evolve ma che non dimentica le sue radici.
Le considerazioni di alcuni fan di ‘Sgara’ sono inequivocabili: “Grazie a lei ho ascoltato il suo discorso che dire mi ha commossa, pelle d’oca mi sembrava di essere finalmente tornata indietro a quella lega delle origini, quella lega che sapeva fare la lega, mi sembrava di sognare e ci ho sperato fino alla fine. Lei ci ha provato e questo le fa onore, perché è riuscito a capire e leggere il malessere che c’è fuori. Grazie ancora”
“Nonostante si sapesse che il risultato era scontato, con la tua candidatura hai dimostrato che la democrazia deve vivere anche all’interno di un partito. Il conformarsi a un unico pensiero rischia, spesso, di appiattire il confronto e a non trovare nuovi stimoli, nuove vision. Salvini rappresenta ancora il presente, ma il futuro?”
C’è poi chi è decisamente più tranchant: “Meglio una lucida follia, ad un disastro annunciato, grazie Massimo!”
“Bravo Massimo complimenti come sempre, tu hai dato una chance oggi che purtroppo non è stata colta speriamo almeno di vedere Matteo al Ministero degli interni”.
Un chiaro riferimento a chi rinfaccia al ‘Capo’ della Lega che sarebbe meglio scegliere o fare il Ministro a tempo pieno (tornando agli Interni), oppure, il segretario a tempo pieno… Insomma delle due l’una. “Perché a me – sempre citando Garavaglia in una recente intervista a Sky – già fare bene solo una cosa riesce difficile”
I commenti sono tantissimi, ovviamente, ci siamo soffermati su quelli più equilibrati e pubblicabili da una testata giornalistica, tanto più alla luce del ‘diktat’ di Salvini contro una categoria (quella dei giornalisti) a cui lui stesso in realtà apparterrebbe…Vabbè aspetto un po’ paradossale della vicenda, ma che fa parte del gioco di una certa politica.
Come si dice, “chi vivrà vedrà”. Anzi, dalle nostre parti molto più semplicemente: “Vidarem…”.
Le prossime elezioni politiche e regionali del 2027 saranno la cartina di tornasole per il rilancio della Lega o la sua debacle sotto l’indice di sbarramento. La politica è l’arte dell’impossibile. Quindi meglio non sbilanciarsi. Ma soprattutto sperare in una Lega (Nord) forte perché la “Questione Settentrionale” è più che mai aperta.
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