“Il clima? Più volte ho tentato di sentire Matteo Salvini ma non ha mai risposto, evidentemente è tanto preso da tante cose, io faccio fatica a farne una bene. Non lo so, ma mai rancore con nessuno”.
Così il senatore della Lega Massimo Garavaglia e candidato al congresso straordinario del Carroccio previsto per questo fine settimana a Milano, intervenuto questa mattina SkyTg24.
Sul tema delle percentuali di voti che spera di ricevere, Garavaglia ha risposto: “Io sono già felice di essere arrivato lì ancora vivo, qualche “pressioncina” l’ho ricevuta, ma fa niente: ho le spalle larghe. Tante volte uno entra papa ed esce cardinale. Io mi sento più un umile parroco di campagna”..
‘Giorgetti? Quando si è d’accordo non serve parlarsi’
Con Giancarlo Giorgetti “mi sono consultato pochissimo, è bastato un sms. Quando si è d’accordo non c’è neanche bisogno di parlarsi. Poi ci siamo parlati. Mi ha detto ‘tanto fai quello che vuoi…’”: così il senatore della Lega Massimo Garavaglia sempre a ‘Start’ su Sky Tg24, rispondendo a chi gli chiedeva se ha parlato a Giorgetti della sua candidatura al congresso del Carroccio.
Garavaglia ha poi ribadito che “se dovessi scegliere tra certe idee di Borghi e quelle di Giorgetti, tutta la vita scelgo Giorgetti”.
Romeo: ‘Io vicino a Garavaglia, al congresso tutto può succedere’
Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, si sente vicino alla visione “più pragmatica e
più vicina ai territori” di Massimo Garavaglia, candidato al congresso del partito contro Matteo Salvini. In un’intervista a La Repubblica, Romeo sottolinea: “Il suo programma parla di
macro regioni del nord, del centro e del sud e ricalca le proposte che stiamo portando avanti. Così al congresso si confronteranno due sensibilità diverse, una visione più pragmatica e un’altra più ideologica e patriottica incarnata dall’attuale segretario Salvini”.
Romeo spiega perché non ha voluto sfidare personalmente Salvini: “Io non ho mai chiesto congressi, non ho mai sfidato Salvini, ma ho chiesto una maggiore collegialità e di rinnovare il movimento con una struttura un po’ più federalista, quindi una Lega nord, una Lega centro e una Lega sud per dare più
centralità ai territori”. Quanto alla possibilità di sorprese nel voto congressuale, osserva: “Nel segreto dell’urna tutto può succedere”.
“La Lega deve tornare ad essere il partito del fare capace di parlare ai piccoli imprenditori, ai lavoratori autonomi, ai risparmiatori e alle comunità locali”, afferma Romeo.
Esclude l’ipotesi di una rottura in caso di riconferma di Salvini: “Mai pensato a una scissione. Ma senza dubbio siamo preoccupati perché, al di là dei sondaggi, noi ascoltiamo gli elettori. Fuori dal partito le persone ci dicono che o rinnoviamo o non ci votano più e scelgono qualcun altro”.
Infine, sul nome di Salvini nel simbolo, Romeo afferma: “Noi partiamo dalla Lega perché è ciò che unisce tutti”.













