Le querele che la famiglia di Chiara Poggi ha sporto e che hanno portato all’apertura di un’inchiesta per diffamazione e stalking della Procura di Milano che coinvolgerebbe youtuber, blogger, giornalisti, editori e singoli commentatori “leoni da tastiera”, sono state presentate anche davanti ad “altre autorità giudiziarie” di tutta Italia.
Lo ha detto l’avvocato Gian Luigi Tizzoni che con il collega Francesco Compagna assiste i familiari della 26enne uccisa a Garlasco 19 anni fa. I primi esposti che hanno dato il là all’indagine del pubblico ministero Antonio Pansa sarebbero di un anno fa, aprile-maggio 2025. Sono stati denunciati quasi esclusivamente “soggetti” già “individuati” ha spiegato Tizzoni, “chiedendo alla polizia postale in alcuni casi di andare a identificarli, rendendoci però conto della mole incredibile” di materiale da analizzare.
Le ipotesi formulate dai legali della parte civile sono diffamazione aggravata e atti persecutori perché “questi soggetti hanno insistito con argomenti che escono anche dalla fantasia più assoluta e che sono andati a incidere sulla vita delle singole persone”. I familiari di Chiara Poggi “hanno vissuto malissimo – ha detto – erano aggrediti senza possibilità di replica come succede su queste trasmissioni su internet dove non c’è un reale contraddittorio e sono talmente tante che diventa impossibile seguirle”.














