Tra fine Settecento e fine Ottocento Milano vive un’epoca di grandi trasformazioni che coinvolgono anche in tutta Europa e in città sono riassunte in dipinti e architetture. A Casa Giacobbe mercoledì sera 13 maggio c’è stato l’ultimo incontro organizzato dalla Pro Loco si inserisce nel costante impegno dell’associazione per la diffusione della cultura sul territorio.
Attesa e apprezzata è stata la presentazione di “Milano neoclassica e risorgimentale” da parte della dott.ssa Monia Aldieri, storica dell’arte e guida turistica abilitata che ha accompagnato il pubblico attraverso quadri, monumenti, vie, giardini, palazzi, tra storia e curiosità.
Numerose le tappe effettuate in settantacinque minuti, come la sala degli specchi a Palazzo Reale, considerata una tra le più belle delle sale da ballo austriache, ma che nelle notti tra il 13 e il 16 agosto del 1943 venne distrutta – insieme al 70% del centro storico è stata devastata dai bombardamenti – e che con la ricostruzione è diventata la sala delle Cariatidi che riporta comunque visibili le gravi ferite.
All’epoca di Appiani, quando Napoleone è incoronato re d’Italia, c’erano teli che rappresentavano le sue imprese ma i bombardamenti hanno distrutto tutto. Milano, inoltre, deve essere la sua capitale italiana. Così Napoleone la esalta e fa costruire l’Accademia di Brera.
Tanti aspetti quelli proposti, come anche il cambiamento della città dal punto di vista urbanistico: il centro non è più il Duomo ma il Castello Sforzesco. Un excursus che ci porta anche nella Milano che non c’è più ma che si ritrova nei dipinti di Angelo Inganni. Un esempio è il portico della Scala che fu progettato dal Piermarini per un aspetto pratico: evitare alle dame di sporcarsi in caso di pioggia scendendo dalla carrozza. E che dire dei palchi del tempio della lirica? Erano tutti colorati ed erano luoghi per mangiare o giocare o guardare la rappresentazione; fu Giuseppe Verdi ad introdurre regole di comportamento e d’uso più rigide.
E durante la conferenza si scopre anche che la villa Belgioioso Bonaparte (la villa Reale dove ha sede il PAC) ha visto il contributo del letterato Giovanni Parini per la definizione dei bassorilievi. Il viaggio per il capoluogo lombardo è passato poi anche per il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II, il cimitero Monumentale e la prima casa museo cui ha guardato il mondo: il Poldi Pezzoli.
Con questo nuovo ciclo di lezioni abbinate alle uscite sul territorio, la Pro Loco Magenta ha segnato il tutto esaurito e tanta aspettativa per il prossimo autunno quando ricominceranno gli incontri. Ma prima dell’estate – fanno sapere – arriveranno le nuove proposte.















