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Data center, la Regione Lombardia detta le nuove regole: riflettori sul caso Ranteghetta

Martedì 12 maggio in Aula la legge che ridefinisce localizzazione, autorizzazioni e sostenibilità degli impianti: norme destinate a incidere anche sui grandi progetti dell’ovest milanese

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Martedì 12 maggio il Consiglio Regionale della Lombardia sarà chiamato a discutere un progetto di legge destinato a incidere in modo significativo sullo sviluppo dei data center sul territorio regionale, un tema sempre più centrale anche alla luce di progetti locali di grande impatto come quello di Ranteghetta.

Il provvedimento, relatore il Presidente della Commissione Territorio Jonathan Lobati, punta a introdurre un quadro normativo organico e uniforme per la localizzazione, l’autorizzazione e la sostenibilità di queste infrastrutture strategiche.

La Lombardia si conferma infatti il principale hub italiano dei data center: al 2024 se ne contano 67 attivi su 168 a livello nazionale. Una concentrazione che, se da un lato rappresenta un’opportunità in termini di sviluppo tecnologico ed economico, dall’altro pone interrogativi rilevanti sotto il profilo del consumo di suolo, dell’impatto energetico e della sostenibilità ambientale.

Proprio per questo, il disegno di legge approvato in Commissione introduce criteri più stringenti e una regia regionale più forte. I data center vengono classificati come insediamenti produttivi ai fini del contributo di costruzione e viene rafforzato il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, con particolare attenzione alle procedure autorizzative – in primis le AIA – e alla definizione di tempi certi.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda i criteri di localizzazione: il testo individua come prioritarie le aree di rigenerazione urbana e territoriale, in particolare quelle dismesse (brownfield), degradate o sottoutilizzate, con l’obiettivo esplicito di ridurre il consumo di suolo agricolo. In quest’ottica, vengono previsti anche meccanismi compensativi più incisivi per gli interventi che insistono su aree libere.

Un impianto normativo che potrebbe incidere direttamente su operazioni come il progetto Ranteghetta, destinato a diventare uno dei poli più rilevanti dell’ovest milanese. Le nuove regole regionali, infatti, orientano in maniera chiara le scelte localizzative e progettuali, imponendo una maggiore attenzione alla sostenibilità complessiva degli interventi, sia in termini ambientali sia di integrazione con il territorio.

Altro capitolo fondamentale è quello energetico: la legge promuove l’utilizzo di fonti rinnovabili e incentiva il recupero del calore prodotto dai data center, favorendone il riutilizzo per sistemi di teleriscaldamento e per lo sviluppo di comunità energetiche. Un passaggio cruciale per contenere l’elevato fabbisogno energetico di queste infrastrutture e per evitare derive speculative.

In questo scenario, il confronto in Aula si preannuncia particolarmente rilevante: da un lato la necessità di sostenere l’innovazione e attrarre investimenti, dall’altro l’esigenza di governarne gli effetti sul territorio. Un equilibrio delicato, che avrà ricadute concrete anche su progetti già al centro del dibattito locale come Ranteghetta.

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