Zhou Shu e Chongbing Liu, rispettivamente
nipote e zio, accusati di omicidio per aver ucciso Eros Di Ronza che,
insieme a un complice, aveva commesso un furto nel loro bar
tabaccheria di viale Giovanni da Cermenate il 17 ottobre del 2024 sono
stati condannati a 17 anni di carcere ciascuno.
Una pena, inflitta dal Tribunale di MILANO, che supera la richiesta di condanna (14 anni) formulata dalla pm Maura Ripamonti. I giudici – che non hanno
riconosciuto l’aggravante della crudeltà ma solo l’attenuante della
provocazione – hanno anche stabilito una provvisionale di 200mila euro
per ognuno dei tre figli, e 50 mila euro ciascuno per la compagna e il
fratello della vittima. Le motivazioni saranno rese note tra 40
giorni.
“E’ una sentenza che supera la richiesta della pubblica accusa, ma che
non risarcisce la famiglia di una perdita che non si potrà mai
sanare”, spiega all’Adnkronos l’avvocato di parte civile Mirko
Perlino. Le immagini delle diverse telecamere presenti in zona avevano
ripreso la fuga e il delitto avvenuto all’alba di quel giovedì, pochi
minuti dopo le 5.
I filmati mostrano il ladro che si mette in fuga e i due uomini di
origine cinese che “contemporaneamente” si mettono a correre. “Di
Ronza già nei primissimi metri perde tutto quello che aveva sottratto
al bar, tutti i gratta e vinci, ma gli imputati si disinteressano
completamente della refurtiva” e la vittima, a caua delle diverse
forbiciate, “muore nel giro di pochi secondi”. “Non colpiscono Di
Ronza per bloccarlo, ma per ucciderlo. L’intento omicidiario è
pacifico, l’intento è di punire, è di dare una lezione, è di farsi
giustizia da soli dopo i furti già subiti”, secondo quanto ricostruito
dalla pm.














