Sabato 9 maggio, alla Centrale Orlandi di Galliate, si terrà il convegno “Geotermia profonda: una fonte rinnovabile diffusa, continua, sicura, al servizio dei territori”, promosso dall’Ecoistituto della Valle del Ticino in collaborazione con enti locali e realtà del territorio.
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo delle comunità locali nella transizione energetica, partendo da una risorsa spesso sottovalutata ma strategica come la geotermia.
Non è un caso che il convegno si inserisca in un contesto territoriale particolare: quello del campo petrolifero di Villafortuna, dove decenni fa si estraevano idrocarburi e che oggi può diventare simbolo di riconversione verso fonti rinnovabili.
Dal fossile alla geotermia: una transizione “dal basso”
In occasione del convegno è stato pubblicato il Quaderno dedicato al tema “Clima, energia. comunità locali”, che ospita, fra gli altri, l’intervento di Adele Manzella, appunto sul tema geotermia.
Il quaderno dell’Ecoistituto propone una chiave di lettura chiara: la transizione energetica non può essere calata dall’alto, ma deve partire dai territori.
L’esperienza dei pozzi dismessi diventa così un’opportunità:
– riutilizzo delle infrastrutture esistenti
– valorizzazione delle competenze locali
– riduzione della dipendenza energetica
– superamento delle logiche legate alle fonti fossili
L’obiettivo è costruire un modello energetico più autonomo e resiliente, meno esposto alle tensioni geopolitiche e alle dinamiche dei mercati globali.
La geotermia, una risorsa sottoutilizzata
Il contributo di Adele Manzella offre un’analisi ampia e divulgativa del ruolo della geotermia nella transizione energetica.
Una fonte continua e resiliente
La geotermia si distingue dalle altre rinnovabili per una caratteristica fondamentale: produce energia in modo continuo, indipendentemente dalle condizioni meteo.
È una fonte:
disponibile 24 ore su 24
stabile nel tempo
distribuita sul territorio
con filiere prevalentemente locali
Questo la rende una delle soluzioni più solide per rafforzare la sicurezza energetica, soprattutto in un contesto di instabilità internazionale.
Tecnologie mature e in evoluzione
L’articolo ricostruisce l’evoluzione delle tecnologie geotermiche:
Geotermia tradizionale: grandi impianti per elettricità e teleriscaldamento
Geotermia a bassa entalpia: pompe di calore per edifici e quartieri
Sistemi avanzati (EGS): sfruttamento di rocce calde anche senza acqua naturale
Geoscambiatori: circuiti chiusi che scambiano calore con il sottosuolo
Queste tecnologie permettono oggi di utilizzare la geotermia praticamente ovunque, non solo nelle aree vulcaniche. Un elemento chiave è l’integrazione con le pompe di calore, che consente di riscaldare e raffrescare edifici con elevata efficienza energetica e senza combustione di fonti fossili.















