Ilaria Conti รจ una donna coraggiosa. Tenace. Sorridente, incapace di arrendersi. Tanto da aver dedicato, mesi fa, la sua festa di compleanno (50 anni portati magnificamente) a chi come lei convive da sempre con la dislessia.
Nessuna resa, nessuna paura, nessun timore, tanta tenacia (e tanti sorrisi): nel locale del Novarese (la terra dove vive e lavora), quella sera, al suo fianco tante ragazze e ragazzi che hanno combattuto (e vinto) con lei. Tanto da finire in un libro, straordinariamente bello ed intenso.
โVedere le parole. Un viaggio nel mondo della dislessiaโ- il libro che Ilaria ha dedicato al suo lungo viaggio- รจ unโopera originale e coraggiosa che riesce a fondere autobiografia, riflessione pedagogica e sperimentazione linguistica in una forma narrativa estremamente accessibile ed emotivamente coinvolgente. Piรน che un semplice libro divulgativo sui DSA, il testo si presenta come un vero e proprio manifesto di consapevolezza, inclusione e riscatto personale.
Lโautrice affronta il tema della dislessia partendo dalla propria esperienza diretta e da anni di insegnamento, trasformando una difficoltร spesso percepita esclusivamente come limite in una diversa modalitร di osservare, elaborare e vivere il linguaggio. Fin dalle prime pagine emerge con forza il messaggio centrale dellโopera: la dislessia non รจ una mancanza di intelligenza, ma un differente modo di organizzare il pensiero e interpretare la realtร .
Uno degli aspetti piรน interessanti del libro รจ la scelta stilistica. Ilaria Conti non utilizza un linguaggio tecnico o accademico, ma costruisce una narrazione fatta di immagini, giochi di parole, assonanze, scomposizioni linguistiche e collegamenti visivi. Le lettere diventano oggetti, i suoni assumono forma concreta, gli errori ortografici si trasformano in strumenti creativi per memorizzare e comprendere. ร un approccio estremamente efficace perchรฉ permette anche al lettore non dislessico di entrare, quasi fisicamente, nel funzionamento mentale di chi convive con un DSA.
Il libro assume cosรฌ una doppia funzione: da una parte racconta la fatica quotidiana di chi si confronta con lettere che si confondono, accenti che sfuggono, parole speculari e tempi di apprendimento differenti; dallโaltra propone strategie pratiche e intuitive che nascono dallโesperienza reale. Non si tratta di semplici esercizi, ma di veri e propri โtrucchi cognitiviโ che dimostrano quanto la creativitร possa diventare una forma di compensazione intelligente. Le pagine dedicate ai collegamenti tra italiano e inglese, ad esempio, mostrano una capacitร didattica sorprendente: lโautrice riesce a rendere memorabili concetti linguistici complessi attraverso associazioni immediate e visuali.
Molto potente รจ anche la dimensione emotiva del testo. Tra le righe emerge il peso delle incomprensioni vissute nel percorso scolastico: lโindifferenza di alcuni insegnanti, la sensazione di sentirsi โdiversiโ, il dolore provocato dal giudizio e dalla derisione. Ma ciรฒ che colpisce maggiormente รจ che il libro non rimane mai intrappolato nella denuncia. Al contrario, evolve continuamente verso una prospettiva positiva e costruttiva, nella quale la consapevolezza di sรฉ diventa liberazione.
Lโautrice invita infatti il lettore (ossia, tutti noi) ad accettare la propria unicitร senza vergogna, ribaltando il paradigma tradizionale della โnormalitร โ. In questo senso, il libro assume anche un valore sociale e culturale importante: educa allโempatia e alla comprensione reciproca, ricordando quanto sia necessario superare stereotipi ancora troppo diffusi sul mondo dei DSA. Il messaggio finale รจ chiaro: ogni persona apprende in modo diverso e proprio nella diversitร possono nascere intuizioni, talento e sensibilitร fuori dal comune.
Dal punto di vista grafico e comunicativo, lโopera รจ costruita con grande intelligenza. Le illustrazioni semplici ma evocative accompagnano costantemente il testo, rendendo il libro fruibile anche ai piรน giovani e rafforzando lโimpatto visivo delle associazioni linguistiche. La componente estetica non รจ decorativa, ma parte integrante del metodo narrativo e pedagogico.
โVedere le paroleโ riesce quindi in un obiettivo raro: parlare della dislessia senza pietismo e senza rigiditร scientifica, ma con autenticitร , delicatezza e persino ironia. ร un libro che aiuta a comprendere, ma soprattutto a cambiare sguardo. Non insegna soltanto a leggere meglio le parole: insegna a leggere meglio le persone. โจ
Il libro di Ilaria Conti dapprima ti carezza, poi assume la forza particolare e dirompente della testimonianza diretta: riesce a essere insieme testimonianza personale, strumento educativo e opera creativa. E questa non รจ una cosa comune. Ha una voce autentica, riconoscibile, e soprattutto trasmette un messaggio molto potente senza mai risultare pesante o retorico.
Ilaria รจ la moglie del mio amico (di vecchia data) Raul Beretta da Robecco, gloria calcistica del Concordia sui campi degli anni Novanta, appassionato Vitellone di provincia (assieme al sottoscritto e ad altri giovani ‘di antico conio’). Ha sposato una donna davvero in gamba. Una donna coraggiosa. E insieme, tra una salsa e un ballo caraibico, vivono la loro vita senza mai annoiarsi. Avendo ‘sposato’ una causa nobile, intrapreso un cammino impervio. Senza perdere, neppure un solo istante, il piรน straordinario dei rimedi: il sorriso. E quindi.. so long per voi, ragazzi.
Ci rivedremo spesso, e come sempre lร : dove le nuvole, dopo tanto peregrinare, tornano a casa.
F.P.

















