Milano ha vissuto nel fine settimana una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni, con temperature che sabato hanno superato i 39 gradi e una domenica altrettanto rovente. Le centraline di Arpa Lombardia hanno registrato valori eccezionali, mentre le notti tropicali – con temperature mai scese sotto i 27 gradi in alcune zone della città – hanno reso particolarmente difficile il recupero fisico per anziani, fragili e persone con patologie croniche.
Nel corso della giornata di domenica, già in tarda mattinata si sfioravano i 37 gradi. Le strade del centro sono apparse insolitamente vuote nelle ore più calde, con turisti e residenti alla ricerca di refrigerio nei musei, nei negozi climatizzati e presso le fontanelle pubbliche, le celebri “vedovelle” milanesi.
L’emergenza caldo ha portato all’attivazione di misure straordinarie. Sulle terrazze del Duomo è operativo un presidio sanitario di primo soccorso, mentre nei pronto soccorso lombardi è stato introdotto il cosiddetto “codice calore” per identificare rapidamente i pazienti colpiti dagli effetti delle alte temperature.
Restano inoltre in vigore le misure regionali che limitano il lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata nei cantieri, nelle attività agricole e florovivaistiche. Sul fronte scolastico, i sindacati continuano a segnalare criticità legate alle elevate temperature in nidi e scuole dell’infanzia privi di adeguati impianti di climatizzazione.
Secondo il virologo e igienista Fabrizio Pregliasco, tuttavia, potrebbero arrivare segnali incoraggianti già da metà settimana. Le previsioni dell’Aeronautica Militare indicano infatti l’arrivo di una fase di maggiore instabilità atmosferica con i primi temporali al Nord e un moderato calo delle temperature a partire da mercoledì 1° luglio. Non si tratterà di una brusca interruzione dell’ondata di calore, ma di un graduale alleggerimento delle condizioni climatiche che potrebbe ridurre i rischi sanitari legati alle temperature estreme.
Fino ad allora, le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, bere frequentemente e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili.











