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Magenta, la comunità albanese in piazza a difesa delle proteste di Tirana: “Giù le mani dalle nostre riserve naturali”

Manifestazione organizzata da ItAlba in Piazza Liberazione a sostegno delle proteste in Albania contro il progetto che minaccia l'area protetta di Vjosa-Narta.

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Piazza Liberazione a Magenta si è tinta dei colori dell’Albania per una manifestazione pacifica e accorata, organizzata dall’associazione italo-albanese ItAlba. La comunità locale, guidata dal presidente dell’associazione Luftim, si è riunita per far sentire la propria voce a sostegno dei connazionali in patria, che da ormai quasi due mesi protestano contro le politiche ambientali e di gestione del governo albanese.

Al centro della mobilitazione c’è il rischio di privatizzazione e cementificazione della splendida area naturalistica protetta di Vjosa-Narta (nello specifico la zona dell’isola di Zvërnec), un’oasi ecologica nota per la sua biodiversità e per essere l’habitat di numerose specie protette, tra cui i fenicotteri selvatici. Secondo quanto denunciato dai manifestanti, l’area sarebbe oggetto di un controverso progetto di sviluppo per la costruzione di un resort di lusso, che vedrebbe coinvolti investitori stranieri come Jared Kushner e Ivanka Trump.

Ai microfoni di Ticino Notizie, Lydra, esponente di ItAlba, ha spiegato il senso profondo della presenza in piazza a Magenta: “Siamo qui oggi in rappresentanza della diaspora albanese in Italia proprio a sostegno delle manifestazioni del popolo albanese che ormai vanno avanti da quasi due mesi. Riteniamo doveroso sostenere il nostro popolo nonostante la distanza. Come si dice in latino, “vox populi, vox Dei”: la voce del popolo è la voce di Dio. Questo non significa che il popolo abbia sempre ragione, ma che la politica ha il dovere democratico e morale di ascoltarlo per costruire un paese e una democrazia migliori”,

Lydra ha poi sottolineato come la questione ambientale sia solo la punta dell’iceberg di un malessere sociale molto più profondo legato alla corruzione e allo sperpero di denaro pubblico: “La svendita di quell’area meravigliosa non solo non è giusta, ma è rappresentativa di tanti anni di un sistema politico che non fa il benessere del popolo. Mentre si cedono queste terre, il popolo continua ad avere pensioni e condizioni sanitarie miserabili”.

Anche Refi, che si è occupata in prima persona dell’allestimento dell’evento odierno a Magenta, ha voluto ribadire la fermezza della comunità: “Oggi siamo riuniti qui per dimostrare ai nostri connazionali e ai tanti giovani che si sono alzati in questa protesta pacifica che siamo al loro fianco. Stanno per costruire un resort di lusso in una riserva naturale ricca di animali selvatici, come i fenicotteri. In questo momento il fenicottero è la scintilla e il simbolo di questa mobilitazione. La zona di Narta è un’area fortemente protetta e noi, anche se viviamo all’estero, ci teniamo profondamente al nostro Paese”.

Refi, originaria della storica città di Argirocastro (patrimonio mondiale dell’UNESCO), incarna il legame indissolubile che unisce i cittadini albanesi residenti in Italia alla tutela del patrimonio storico, culturale e naturale della loro terra d’origine.

Sui cartelloni esposti in Piazza Liberazione spiccavano messaggi chiari e inequivocabili: “La comunità albanese di Magenta è al fianco del popolo albanese nelle proteste a Tirana” e “L’Albania non è in vendita”. Una manifestazione che si è conclusa pacificamente, ma con un messaggio forte diretto a Tirana: il patrimonio naturale dell’Albania appartiene ai suoi cittadini e non può essere sacrificato in nome del profitto privato.

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