Dei sei emendamenti presentati dal gruppo, a firma di Silvia Minardi e Valentina Campana di Progetto Magenta, la maggioranza ne ha approvati quattro: quelli sulla tutela delle corti storiche nei Nuclei di Antica Formazione e sulla nuova destinazione d’uso di residenza collaborativa intergenerazionale (cohousing studenti-anziani). Sono stati invece bocciati entrambi gli emendamenti sull’obbligo di edilizia residenziale sociale (ERS) — le uniche due proposte del pacchetto che avrebbero introdotto un vincolo quantitativo reale a carico degli operatori privati.
Il Consiglio ha respinto anche l’emendamento presentato congiuntamente dai due gruppi di opposizione, che chiedeva di escludere la destinazione “data center” dall’area ex-Saffa impropriamente definita “area di rigenerazione urbana” dalla variante.
“Il risultato di questa seduta è netto e va detto senza giri di parole”, dichiarano Valentina Campana e Silvia Minardi.
“La maggioranza ha approvato le nostre proposte quando toccavano il recupero delle corti storiche o una destinazione d’uso innovativa come il cohousing intergenerazionale, misure importanti, che rivendichiamo. Ma quando si è trattato di scrivere nero su bianco una quota obbligatoria di case sociali, con un numero e una scadenza, il Consiglio ha detto no. E ha detto no anche a togliere un data center da un’area che dovrebbe rigenerare la città per chi ci vive, non per i server di qualcun altro. La maggioranza ha votato a favore di una Variante che promette equità abitativa e transizione ecologica, e poi ha bocciato in un colpo solo le due misure che quella promessa l’avrebbero resa vincolante. Noi non ci stiamo, e per questo abbiamo votato contro l’intera Variante”.











