«Apprendo con profonda preoccupazione che una diciassettenne, italiana residente in provincia di Pavia, è stata arrestata dalla polizia nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, che ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in comunità.
Sui suoi dispositivi informatici aveva scaricato anche un manuale sulla preparazione di ordigni artigianali, tra cui una cintura esplosiva. Ecco cosa sta comportando per il nostro Paese il processo di islamizzazione non solo permesso ma anche promosso da una certa sinistra. Burka ed esplosivo: è questa l’Italia che i compagni vogliono per le future generazioni? Ringraziando le Forze dell’Ordine per la loro brillante operazione auspico che con la 17enne i giudici siano inflessibili per rassicurare una Nazione sempre più preoccupata dall’Islam che avanza».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
«Massimo plauso alle nostre Forze dell’Ordine per l’operazione che ha portato all’arresto di una diciassettenne residente in provincia di Pavia, attiva in ambienti online di ispirazione jihadista e di sostegno allo Stato Islamico. Il lavoro quotidiano di prevenzione e intelligence è fondamentale per fermare sul nascere ogni possibile minaccia alla sicurezza dei cittadini».
Lo dichiara Fabrizio Cecchetti, deputato lombardo della Lega e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati.
«Quanto emerge da questa vicenda deve farci riflettere sulla pericolosità dei processi di radicalizzazione, soprattutto tra i più giovani. Chi inneggia all’ISIS, diffonde propaganda jihadista o rappresenta una minaccia per il nostro Paese deve trovare di fronte uno Stato forte, presente e senza esitazioni.
Contro il terrorismo islamista servono controlli, prevenzione e tolleranza zero. E per gli stranieri che sostengono organizzazioni terroristiche o costituiscono un pericolo per la sicurezza nazionale la risposta deve essere una sola: espulsione immediata.
Ci auguriamo ora che anche magistrati e giudici facciano fino in fondo la loro parte, adottando con la massima rapidità tutti i provvedimenti necessari affinché, nei casi previsti dalla legge, chi rappresenta una minaccia per la sicurezza del nostro Paese venga espulso senza ritardi. Le Forze dell’Ordine fanno il loro dovere ogni giorno: è fondamentale che il loro lavoro non venga vanificato da esitazioni, cavilli o lungaggini giudiziarie».











