Nei punti chiave dell’Assemblea, un Locarno Film Festival sempre più internazionale e centrale nella realtà cinematografica mondiale, che guarda al mondo ed al futuro, mantenendo radici profonde nel territorio com’era già nel 1946.
Nelle cifre positive, una chiusura edizione 2025 per Mezzo Milione di Franchi a favore, registrando 18’000’000 di Franchi di ricavi, nei quali il contributo privato per la prima volta ha superato le sovvenzioni pubbliche.
In analisi strategie per consentire il futuro di Open Doors.
Luigi Pedrazzini, Presidente del giorno, ha fatto i saluti alle personalità presenti sia per il Consiglio di Amministrazione del festival, come dei membri direttivi e non da ultimo, le personalità cantonali nella veste della signora Paola Costantini per il DECS e della neoeletta Prima Cittadina del Cantone, l’On. Daria Lepori, e ha introdotto l’assemplea 2026. Scusate le assenze dell’On. Marina Carobbio Guscetti e della Presidente Maja Hoffmann. Presente anche il sempre Presidente Onorario Marco Solari.
Il Sindaco di Locarno Nicola Pini ha così esordito: “Attraverso i film scopriamo nuovi mondi e realtà, e spesso diventa una sorta di educazione all’empatia. Attualmente l’aspirazione è rendere sempre più fecondo questo contesto nel quale crescere, dai punti di vista sociale, economico e culturale.
Attualmente stiamo lavorando alla candidatura svizzera nella rete Unesco delle Città Creative in ambito Cinema; stiamo lavorando con USI e SUPSI per la creazione di un nuovo Polo Audiovisivo, per favorire la ricerca in questo ambito, allo scopo di far crescere sempre di più il Locarno Film Festival”.
Nel videomessaggio, la Presidente Maja Hoffmann che non ha potuto presenziare, ha voluto ricordare prima di tutto come il Locarno Film Festival sia un fenomeno collettivo, che riguarda tutta la cittadinanza, come sia una grande responsabilità culturale e come si guardi già all’ 80°, che sarà un traguardo importantissimo.
Su richiesta di Luigi Pedrazzini, sono stati riconfermati i membri del Consiglio d’Amministrazione.
Lo stesso ha poi continuato spiegando che ora il primo obiettivo è fare in modo che l’offerta cinematografica e culturale del festival possa immediatamente confermare gli alti livelli raggiunti l’anno scorso. Risultati che hanno riconfermato il Locarno Film Festival come uno dei principali al mondo, in riferimento sia alla qualità che alla quantità dei film in concorso.
Sottolineata anche la capacità del festival di mettere in luce la complessità delle dinamiche a volte preoccupanti della quotidianità del mondo, facendolo spesso attraverso lo sguardo della gente.
La nuova governance si basa altresì su un nuovo tipo di organizzazione, con una struttura collegiale coordinata da Raphaël Brunschwig, e sono processi necessari per riconfermarsi agli ottimi livelli raggiunti.
Le finanze sono state poi l’altro punto caldo, del quale è stato necessario occuparsi: il festival è un’azienda culturale caratterizzata da contenuti e provocazioni e non economica, ma questa azienda può continuare se ha alle spalle una solida spina dorsale finanziaria.
Per questi motivi le misure adottate, che non hanno intaccato la qualità dei contenuti proposti, hanno permesso di chiudere in pareggio, nonostante il preventivo accennasse alla possibilità di un disavanzo. Questo risultato permette di continuare nel migliore dei modi.
Il preventivo di quest’anno tuttavia prospetta ancora un disavanzo, e per questo il Consiglio pensa sia necessario individuare dei nuovi contribuenti e questo porta anche alla capacità di investire nel rinnovamento della manifestazione su più fronti e sono in corso profondi cambiamenti.
I valori che hanno fatto grande Locarno saranno però sempre rispettati, come il sostegno ai Paesi più deboli e meno liberi, integrandoli con nuove forme di inclusione, sempre in cooperazione sia internazionale che con il territorio.
Il CEO Raphaël Brunschwig, ha ribadito che il 2025 è stato un anno importante che si è chiuso con un risultato economico positivo, rafforzando l’indipendenza di Locarno, come spazio libero che non si piega solo alle dinamiche di mercato. Lo scorso anno è stato infatti l’anno del passaggio e del riassetto, solidificando il nuovo equilibrio.
Tutto ciò anche se le pressioni sui finanziamenti pubblici hanno portato alla caduta di quelli per il settore Open Doors 2028.
L’edizione ha però riconfermato una forte risposta da parte del pubblico, una forte crescita della visibilità digitale, ma anche il consolidamento di strategie come LOCARNO PRO e la LOCARNO FACTORY e la GIORNATA DELLA DIPLOMAZIA.
Tutte queste attività accrescono la credibilità del festival e non solo la visibilità. L’edizione 2025 ha riconfermato la vitalità di Locarno, nei contesti anche politici, e dove vi sono tensioni lo scopo non è rimuoverle ma attraversarle in modo ottimale e fruttuoso. Il Festival non vuole ridursi alla sola immagine rassicurante di sé stessa, ma vuole conservare la responsabilità di restare un polo di libertà e scoperta.
Per raggiungere questo risultato, Locarno non vive solo nei 12 giorni di proiezioni, ma segue nuovi talenti emergenti, e continua a coltivare i legami con il territorio, rafforzando anche la reputazione della Regione. Il dibattito nato attorno allo schermo Vacchini fa parte anche di questi processi, un passaggio che si era reso necessario ed intenso, perché al di là di tutto, si lega alla Storia ed ai sentimenti ed all’identità del Festival.
Ed è stata quindi creata una Carta delle Strutture del Film Festival, proprio per trattare questi contesti nel modo più rispettoso.
I principi chiave della Carta saranno innanzitutto la coerenza con il Patrimonio Vacchini ed Arnaboldi ed architettonica delle infrastrutture anche temporanee, qualificate, e che riguardano anche la Città Vecchia e La Rotonda, con attenzione alla sostenibilità e all’intera vita delle strutture.
L’architetto che raccoglie l’eredità del compianto Arnaboldi, sarà scelto grazie ad un concorso tra le strutture che meglio si sono distinte.
Lo scopo è parlare la lingua del festival sempre e i lavori saranno supervisionati dal sig.Sassi.
I dati della scorsa edizione, hanno visto 6’400 film iscritti e 224 film programmati; ma soprattutto, tornando al discorso che il Film Festival è operativo tutto l’anno, la soddisfazione più grande è forse constatare come i film sbocciati a Locarno (e la Direzione Artistica ne segue la destinazione per tutto il tempo), vengano poi selezionati e proiettati in altri grandi festival del cinema. Questo ha portato a film che sono stati selezionati in oltre 250 festival dopo Locarno 78.
Un caso eclatante è stato il film canadese “Blue Heron” per esempio, poi selezionato da oltre 50 festival, una prima mondiale a Locarno per la regista Sophy Romvari, e che a Locarno ha ricevuto il Premio per l’Opera Prima. Una produzione statunitense l’ha acquistato per poi proiettarlo in quasi 100 sale nelle maggiori città americane. Registi rinomati hanno salutato il film come qualcosa di importantissimo tra le selezioni dello scorso anno. Un occhio ad altri dat: 5.000 sono stati gli accreditati e oltre 2.000 i professionisti dell’Industria del Cinema presenti, sono poi altre cifre. Il Festival ha offerto anche occasioni per almeno 200 posti di lavoro.
Prende la parola a questo punto il Direttore Artistico Giona A. Nazzaro:
“Questo tipo di incontro è la prova del radicamento del Festival nel territorio, che offre la verifica per capire chi siamo e dove vogliamo andare.
I numeri registrati su vari livelli nell’edizione dell’anno scorso (alcuni già visti poco sopra), dimostrano il radicamento di Locarno nella realtà cinematografica. Locarno ormai attira cinema da tutto il mondo e non solo indipendente, quale cinema emerso e cinema sperimentale e da ogni latitudine. Numerose rassegne stampe hanno sottolineato questi risultati. Per fare un esempio del nostro lavoro intenso, basti pensare ai ritardatari che ancora adesso stanno inviando film alla nostra Programmazione, quindi ben oltre la chiusura del termine di invio. Locarno rivive tutto l’anno grazie agli altri festival ed ai premi che ottengono i film di Locarno nel mondo. I risultati riscontrati quest’anno sui nostri film dell’anno scorso sono stati ancora più ottimali, mostrando una relazione sempre più viva con il resto del mondo cinematografico. Quel che mi preme dire è che Locarno nel mondo è simbolo di Eccellenza Elvetica e di saper guardare avanti come modello esecutivo nella realizzazione del tutto, senza tralasciare l’inclusione e l’accoglienza”.
Il Direttore poi riprende ad illustrare il successo riscosso dai film proiettati alla scorsa edizione di Locarno nel resto del mondo, come l’italiano “Gioia mia”:
“Aurora Quattrocchi è l’attrice che ha ricevuto un premio a Locarno ed il film ha poi ricevuto uno straordinario successo mondiale, consacrato da proiezioni in tantissimi Paesi. Ha vinto ben due David di Donatello, per il Miglior Esordio alla Regia di Margherita Spampinato, con cerimonia a Cannes, in compagnia di attrici del calibro di Julianne Moore.
Parlando di un grande motivo d’orgoglio, per me è importante annunciare che il Pardo D’Onore quest’anno andrà a Darren Aronofsky, un regista con all’attivo film come The Fountain (2006) e Mother! (2017), e quando gli ho chiesto che film volesse presentare a Locarno, ha insistito proprio per quei due film, anche se la critica non li ha ben accolti. Ma le sue scelte indicano una singolarità di pensiero ed è la qualità che noi privilegiamo.
Isabella Rosellini poi non necessita di presentazioni, soprattutto per me che sono un roselliano di ferro e per me è come se il cinema lo avesse inventato proprio Rosellini. Qualche anno fa abbiamo premiato anche Renzo Rosellini, altro discendente della famiglia; e quest’anno finalmente Isabella, dopo un lunghissimo corteggiamento, che riceverà l’Excellence Award.
Isabella non è soltanto la figlia di Roberto, ma una donna che indipendente, un’artista che ha saputo affermarsi nella forma e nelle modalità più singolari possibili. Si è sempre distinta dalle mode correnti, e ha precorso i tempi nel lanciare l’allarme sulle risorse di questo mondo, trasformandolo in ricerca estetica, reinventandosi a sua volta in chiave poetica, lei che è stata una delle più grandi modelle. Ha dato infine coraggio a tante persone indossando i suoi anni senza mai nascondersi.
La retrospettiva infine sarà quest’anno dedicata alla celebre Lista Nera di Hollywood, anche se all’inizio l’avevamo pensata per l’80°.
La stessa è stata curata da Ehsan Khoshbakht e realizzata in collaborazione con la Cinémathèque suisse e il supporto di UCLA Film & Television Archive, Red & Black – La sinistra hollywoodiana. Infine, il progetto era stato presentato il 26 marzo scorso dal Locarno Film Festival presso l 26 marzo 2026, presso l’Academy Museum di Los Angeles.
Era urgente fare una riflessione sui rischi che corre la libertà d’espressione, e siccome ormai la realtà ha superato la finzione, quest’anno abbiamo deciso di puntare su questo autore lo sguardo e sui suoi anni. La libertà d’espressione non è gratuita, va conquistata e difesa. Avremo più di 50 film, ma non solo i più conosciuti di quel periodo, ma anche dei documenti inediti frutto di grande ricerca degli addetti ai lavori, perché la lista nera colpiva anche musicisti, come quelli jazz. Si è lavorato poi anche con il Fondo Chaplin”.
Riprende infine la parola il CEO Raphaël Brunschwig per l’approvazione dei Conti d’esercizio: “115’000 franchi è stato il risultato positivo della chiusura dell’anno scorso, ottimo rispetto alla perdita di 93’000 dell’anno prima ancora, per uno spostamento a favore del Festival di quasi Mezzo Milione di Franchi, rispetto al preventivo che erra stato fatto e prevedeva un disavanzo. Abbiamo dimostrato che le ottimizzazioni dell’ultimo anno sono state efficaci.
18’000’000 di Franchi sono stati i ricavi. La composizione dei ricavi è spartita sul contributo privato che ha superato quello pubblico per la prima volta, un risultato che conferma l’attrattività del festival.
Questi dati però non ci devono permettere di dormire sugli allori anche se testimoniano una fiducia crescente nel festival, perché ad esempio sappiamo che dal ’28, verrà dismesso il contributo pubblico di mezzo milione a favore di Open Doors. Stiamo lavorando con fondazioni private per mantenere un futuro per questo settore che fa parte del DNA di Locarno.
La biglietteria ha riconfermato un andamento positivo, dimostrando il forte interesse del pubblico.
Per la Rotonda abbiamo registrato meno ricavi, per cui abbiamo speso un po’ meno per la musica, ed è stata una decisione presa consapevolmente, contribuendo però a registrare circa un utile di 50’000 franchi. Il flusso di cassa generato nella funzione operativa è stato molto positivo, attestandosi ad oltre un Milione di franchi.
Oltre 745’000 franchi è stato il risultato di liquidità alla fine in bilancio, un risultato coerente con le esigenze del festival.
807’000 franchi è l’ammontare delle riserve non vincolate. Per l’80° abbiamo previsto una riserva non vincolata di almeno 200’000 franchi, che ci permetterà di lavorare a nuovi progetti già da quest’anno che per ora non possiamo svelare.
Per il preventivo 2026 sono previsti ricavi per 17’000’000 / 17’300’000.-
La previsione è simile all’anno scorso ma prudente, chiaramente per ora non possono essere considerati integralmente confermati.
In conclusione possiamo dire che il 2025 ci riconsegna una fotografia più che positiva.















