Mettiamo subito in chiaro una cosa, perché altrimenti parte il ribaltamento: non è giusto farsi giustizia da soli. Mai.
L’orefice condannato ha sbagliato. Lo dice la legge e lo dice il principio di civiltà che ci tiene insieme. Ma proprio per questo, proprio perché crediamo nelle regole, quelle regole devono valere per tutti.
Ieri al ristorante ho visto una scena che mi ha colpito. Un uomo, evidentemente stanco, ha risposto con violenza verbale a una serie di angherie e provocazioni continue. Ha sbagliato a reagire così? Sì. Ma nessuno si è chiesto cosa avesse subito prima. Si è giudicato solo l’ultimo secondo, non il film intero.
È questo il fenomeno psicologico di cui parliamo. In psicologia si chiama gaslighting, ribaltamento della colpa, tecnica DARVO: neghi, attacchi, inverti vittima e carnefice. Ti fanno passare dalla ragione al torto.
E questa tecnica oggi non è più solo in una coppia o in famiglia. È diventata pratica sociale, mediatica, politica.
Se una persona ha alle spalle un vissuto difficile, disagio, emarginazione, giustamente si cerca di capire il contesto, si invocano attenuanti, percorsi di recupero. Ed è giusto così. Una società civile non si vendica, comprende.
Ma allora questa comprensione deve valere per tutti, senza distinzione di pelle, razza, religione, censo o idea politica. Non può esistere un’empatia a senso unico, a comando.
Quello che vedo è una compassione selettiva. Siamo tutti bravissimi a essere comprensivi con chi ci è simpatico, con chi appartiene alla nostra bolla. Diventiamo inflessibili, giudici spietati, con gli avversari politici, con chi ha un’altra storia, con l’artigiano, con l’orefice che dopo dieci rapine cede.
È un altro modo di rigirare la verità: torni da Londra, dove hai lavorato, e c’è chi ti vuole spiegare che a Londra si sta male. Fai uno spot da trent’anni e arriva chi non ne ha mai fatto uno a insegnarti come si fa. Vai in un forum dove sei stato invitato più volte e devi subire la lezione del professore del nulla.
Tutti maestri della vita degli altri. Tutti psicologi degli altri.
Io al signore di ieri al ristorante ho dato un solo consiglio: se puoi, non fare più cene con certe persone. Non è fuga, è sopravvivenza.
In una comunità civile le regole ci sono e devono essere rispettate. Ma soprattutto devono essere fatte rispettare a tutti, da tutti. Senza due pesi e due misure. Altrimenti non è giustizia. È solo gaslighting.
Ci fanno credere di essere noi quelli sbagliati, esagerati, cattivi, solo perché abbiamo chiesto rispetto. E in un gaslighting mirato, l’ultima parola non è mai di chi ha ragione. È di chi riesce a farti dubitare di averla avuta.
Massimo Moletti











