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Crimini contro i bambini palestinesi: Guterres tra i rapporti di Vanessa Frazier e Francesca Albanese

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di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Un confronto tra due rapporti ONU e due figure molto diverse del sistema delle Nazioni Unite ha animato martedì il briefing quotidiano del Palazzo di Vetro. La questione è emersa a pochi giorni dalla presentazione del rapporto annuale sui bambini nei conflitti armati illustrato dall‘ambasciatrice Vanessa Frazier, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini e i Conflitti Armati.

Il documento, presentato a nome di António Guterres, denuncia un numero record di violazioni statali contro i minori nelle zone di guerra e individua responsabilità anche da parte delle forze armate israeliane.

Durante il briefing, è stato chiesto al portavoce del Segretario Generale, Stéphane Dujarric, come si concili il pieno sostegno espresso da Guterres al rapporto di Frazier con le posizioni assunte in passato nei confronti di Francesca Albanese, la relatrice speciale indipendente per i Territori Palestinesi.

Negli ultimi mesi, infatti, il Segretario Generale aveva preso le distanze da molte delle affermazioni contenute nei rapporti di Albanese. In una delle occasioni più significative, Dujarric aveva affermato che le Nazioni Unite non condividevano “gran parte di ciò che dice” la relatrice italiana. La domanda posta al briefing riguardava proprio il contenuto dei due rapporti.

Pur con linguaggi, mandati e approcci differenti, abbiamo notato molti punti di contatto tra le conclusioni di Albanese e quelle contenute nel rapporto sui bambini nei conflitti armati, in particolare per quanto riguarda l’impatto della guerra a Gaza sulla popolazione civile e sui minori e la responsabilità del governo israeliano.

La risposta di Dujarric è stata netta. Vanessa Frazier, ha spiegato, lavora per il Segretario Generale ed è stata nominata da lui. Inoltre, il documento che ha presentato è il rapporto del Segretario Generale stesso. “È il suo rapporto”, ha dichiarato il portavoce. “Porta il suo nome”.

Diversa la situazione di Albanese, che opera invece come relatrice indipendente nominata dal Consiglio per i Diritti Umani e non dal Segretario Generale. Per il Palazzo di Vetro, dunque, la differenza non riguarda il confronto tra i contenuti dei due documenti, ma il diverso ruolo istituzionale delle due funzionarie all’interno del sistema ONU.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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