«Apprendo dell’ipotesi che il Leoncavallo possa trovare una nuova sede nell’ex mercato comunale di piazza Selinunte. Spero sinceramente che si tratti soltanto di uno scherzo di pessimo gusto. Perché mai Milano dovrebbe pensare di creare un nuovo centro di illegalità proprio nel cuore della città?».
Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vicesindaco delle Giunte di centrodestra milanesi, Riccardo De Corato, intervenendo sull’ipotesi di individuare nell’area dell’ex mercato comunale di piazza Selinunte una nuova sede per il centro sociale Leoncavallo.
«Milano – prosegue De Corato – non ha bisogno di nuovi spazi sottratti alle regole, ma di luoghi restituiti alla legalità, al decoro e alla piena fruibilità dei cittadini. Se l’ipotesi fosse confermata, ci troveremmo di fronte a una scelta incomprensibile, soprattutto dopo decenni di vicende, occupazioni e contenziosi che hanno riguardato il Leoncavallo».
«I cosiddetti leoncavallini – aggiunge il deputato – non devono essere premiati, ma devono rispondere delle proprie responsabilità. Prima di parlare di una nuova sede, sarebbe opportuno che venissero restituiti i circa 3 milioni di euro dovuti al Ministero dell’Interno e gli 800mila euro dovuti al Comune di Milano per tasse non pagate. Sono cifre tutt’altro che irrilevanti, soprattutto per una città che chiede ai propri cittadini e alle proprie attività economiche di rispettare puntualmente ogni obbligo».
Per De Corato, dunque, la questione non può essere affrontata come una semplice operazione di riqualificazione urbana o di gestione di uno spazio comunale. «Non si può pensare di risolvere una questione di legalità concedendo un nuovo spazio a chi, secondo quanto contestato negli anni, ha accumulato una lunga serie di situazioni problematiche. Un’amministrazione seria dovrebbe avere come priorità la tutela dei cittadini, il rispetto delle regole e la valorizzazione degli spazi pubblici, non la ricerca di una sistemazione per un centro sociale».
«Come ha ricordato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – conclude De Corato – in uno Stato di diritto non possono esistere zone franche né aree sottratte alla legalità. Questo principio deve valere per tutti, senza eccezioni e senza scorciatoie. Milano non può permettersi di tornare indietro: gli spazi pubblici devono essere restituiti alla città e ai cittadini, non utilizzati per creare nuove enclave fuori dalle regole».












