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Il Proust di giugno con Talita Paletti

E’ stata guida subacquea nei mari più belli del mondo, ha vissuto per anni in Argentina e da poco, reduce da un cammino di Santiago in solitaria, è tornata nel negozio di abbigliamento di cui è titolare nella centrale via Roma.

Il Proust di maggio con Carlo Mantovani

Medico del Lavoro ora a riposo, ma ‘in montagna’ sempre, fin dall’infanzia. Nel Club Alpino Italiano da ventisette anni, presiede attualmente la sezione magentina...

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Il tratto principale del suo carattere? La resilienza.

La qualità che preferisce in un uomo? L’autenticità.

E in una donna? L’autenticità.

Il suo principale difetto? L’iperattività e l’impulsività.

Il suo sogno di felicità? Sentirmi libera, amata e in pace con me stessa.

Il suo rimpianto? Aver impiegato troppo tempo a scegliere me stessa.

Il giorno più felice della sua vita? Non un giorno preciso, ma ogni volta che ho trovato il coraggio di ricominciare.

E il più infelice? Il giorno della morte di mia madre.

L’ultima volta che ha pianto? Davanti al tramonto a Finisterra, una delle estremità occidentali della Spagna.

La sua occupazione preferita? In questo momento della mia vita, camminare.

Materia scolastica preferita? Letteratura.

Autori preferiti? Jorge Luis Borges e Hermann Hesse.

Libro preferito? ‘Siddharta’.

Attore e attrice preferiti? Edward Norton e Meryl Streep.

Film cult? ‘Into the Wild’ di Sean Penn.

La canzone che canta sotto la doccia? Dipende dall’umore.

Colore preferito? Il giallo.

Fiore preferito? Le margherite.

Città preferita? Buenos Aires.

Personaggio storico più ammirato? Nelson Mandela.

Personaggio politico più detestato? Preferisco giudicare le idee piuttosto che le persone.

Il dono di natura che vorrebbe avere? Comprendere bene tutte le lingue del mondo.

Se dovesse cambiare qualcosa del suo fisico, cosa cambierebbe? Nulla. Ho imparato a fare pace con il mio corpo.

Stato d’animo attuale? In trasformazione.

Le colpe che le ispirano maggior indulgenza? Quelle commesse per amore.

Come vorrebbe morire? Sapendo di aver vissuto fino in fondo.

Il suo motto? “Non sempre si può scegliere ciò che accade. Si può sempre scegliere come attraversarlo”.

Franca Galeazzi

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