Sarà per il caldo, sarà per il calendario favorevole, fatto sta che secondo Federturismo saranno ben 14 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio per questo lungo ponte del 2 giugno e per una breve vacanza di 2 o tre notti sceglieranno tra località balneari, città d’arte, borghi e destinazioni europee.
Le località marine restano le più richieste nello specifico le coste della Riviera romagnola, Campania e Puglia e isole maggiori. Aumentano anche le prenotazioni per la montagna, mentre tra le città d’arte le scelte si indirizzano per Roma , Firenze, Venezia e Napoli con molte frequenze di stranieri. Per l’estero le mete preferite sono Spagna, Grecia, Francia e Portogallo grazie ai numerosi collegamenti in partenza dagli aeroporti italiani.
Secondo la Presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli: “Il ponte del 2 giugno conferma la voglia di viaggiare degli italiani e rappresenta un segnale positivo per l’intera filiera turistica. Le prenotazioni registrate in queste settimane mostrano una domanda dinamica e distribuita su tutto il territorio nazionale con una crescita del turismo slow, esperienziale ed outdoor. Aumenta anche l’interesse per destinazioni meno conosciute con una maggiore attenzione alla qualità dei servizi.” Tuttavia i costi continuano ad aumentare, Infatti, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, con la Fondazione Isscon, ha realizzato il monitoraggio dei costi dei servizi balneari nella stagione 2026, segnata ancora da molte incertezze sull’assegnazione dei lidi. Dai dati emersi, i costi aumentano mediamente del +2,7% rispetto al 2025. Nel dettaglio, a livello nazionale, cresce soprattutto il costo dell’abbonamento giornaliero (+4%).
Aumenta anche il costo dell’abbonamento mensile e stagionale (entrambi +3%) e della sdraio tornata in voga (+3%). Si stabilizza, invece, il costo per il noleggio di pedalò, sup, canoe, sempre più in voga tra i bagnanti (+2%). Comunque la parola d’ordine è risparmiare, anche a causa del caro carburante, così si trovano le formule happy hour o mezza giornata, per chi vuole godersi la comodità dello stabilimento dopo le 14:00 o solo la mattina (pagando fino alla metà dei costi applicati per l’intera giornata). Esistono anche altre strategie che consentono di abbattere i costi mettendo a disposizione di altre persone, per il periodo o le ore nelle quali non si è presenti in spiaggia, le attrezzature per cui si paga l’abbonamento (ovviamente a prezzo scontato).
Sempre più diffusa tra gli stabilimenti la formula “all inclusive”, che abbina servizio spiaggia, pranzo, aperitivo e noleggio canoa o sup, con prezzi che possono variare da 35,00 a 60,00 euro a seconda del menu, della fila dell’ombrellone, nonché del giorno di fruizione (se infrasettimanale o nel weekend) E ancora, sempre secondo Federconsumatori, c’è il rincaro di alimenti e pasti distribuiti presso gli stabilimenti: dall’acqua, ai tramezzini, alle pietanze servite nei ristoranti, il sovrapprezzo rispetto ai locali al di fuori degli stabilimenti può raggiungere anche il 40-45%. Inoltre, molti stabilimenti continuano a vietare, impropriamente, l’introduzione di cibi portati da casa.
Manuelita Lupo














