Un distacco inferiore ai tre punti percentuali, una “terza incomoda” decisiva e lo spettro di un’astensione che fa rumore.
L’esito del primo turno elettorale a Trecate non ha tradito le aspettative della vigilia, consegnando alla città lo scenario del ballottaggio. I numeri, d’altronde, parlano una lingua chiarissima: il candidato del centrosinistra Raffaele Sacco si attesta al 47%, tallonato dal candidato del centrodestra (44,2%). In mezzo, a fare da vero e proprio ago della bilancia per le prossime due settimane, c’è il 44,2% dei treatesi che ha scelto di non recarsi alle urne e, soprattutto, l’8,8% raccolto dalla terza candidata, Criscuolo.
A commentare questo scenario, tra analisi politica e memoria storica, è il nostro Massimo Moletti, profondo conoscitore del territorio, che affida alle nostre colonne una riflessione che unisce il presente amministrativo alla Trecate di ieri.
La sfida dei numeri e il “giallo” delle schede bianche
“I numeri fermi non permettono l’inserimento di un terzo soggetto forte oltre ai due poli classici, anche se alle comunali le persone e le liste civiche hanno un peso enorme”, spiega Moletti. Ma a colpire l’osservatore sono soprattutto due dati legati alla partecipazione: «Più del 40% degli elettori attivi non è andato a votare. E c’è una cosa che fatico a comprendere: le oltre 200 persone che hanno fatto scheda nulla o bianca. Uno sforzo consapevole per andare fino al seggio… e scegliere di non decidere».
Amarcord: dai tempi di “Trecatissima” all’era dei social
Il clima di oggi, sospinto dal primo caldo stagionale e dalle campagne digitali, scorre inevitabilmente a confronto con il passato. «Quando presentai il convitto canoro ‘Trecatissima’ vigevano ancora il turno secco e il silenzio elettorale tradizionale», ricorda Moletti con una punta di nostalgia. «Non c’erano i social: i manifesti e i ‘santini’ cartacei spopolavano, le buche delle lettere erano piene di materiale con facce e nomi. Io, giovane e inesperto, avevo una gran paura di fare una gaffe in pubblico. Mia madre, di origini trecatesi, era interessatissima a quelle vicende. Oggi quel mondo sembra lontanissimo ed essenziale. Camminare per Trecate oggi significa attivare i ricordi d’infanzia, le domeniche dai parenti. Ma la Trecate di mia madre non esiste più, e con i soli ricordi non si vincono le votazioni».
Le tre considerazioni verso il secondo turno
In vista del voto decisivo tra due settimane, l’analisi si focalizza su tre punti cardine per il futuro della città:
L’onore delle armi: Un doveroso complimento va a tutti i candidati per lo sforzo e l’impegno profuso in una campagna elettorale intensa.
La chiave della vittoria: In un contesto così frammentato, vincerà chi saprà fare il lavoro più difficile: riportare ai seggi la quota maggiore di quel 40% di cittadini che ha disertato il primo turno.
L’effetto “Double Turn”: La candidata Criscuolo, con il suo quasi 9%, incarna perfettamente il ruolo strategico di chi può decidere le sorti del match.
La stazione della Linea S6: la vera scommessa strategica
C’è però un “ago della bilancia” che va oltre i partiti e riguarda l’identità stessa del territorio: la ferrovia. «Il treno è un mio compagno di viaggio da più di quarant’anni sulla linea S6», conclude Moletti, lanciando un appello ai due sfidanti. «Spero che chiunque venga eletto porti avanti iniziative per rendere più bella e decorosa questa struttura fondamentale, per evitare il rischio di un paese-dormitorio. Trecate è la prima stazione del Piemonte arrivando da Milano e l’ultima verso la Lombardia. Il nuovo sindaco dovrà decidere, strategicamente, in che posizione geometrica e politica vorrà collocare la città nel futuro assetto regionale».
La parola passa ora ai due “duellanti”, attesi da due settimane di fuoco per la conquista della poltrona più alta del municipio.
(nella foto in alto i duellanti che si ritroveranno in gara: da sx Roberto Minera e Raffaele Sacco saranno al ballottaggio il 7 e 8 giugno)

















