Era nell’aria, prima o poi doveva succedere. Gli attivisti Pro-pal della Global Samud Flotilla sono riusciti nell’intento di provocare la reazione scomposta del Governo di Israele. E’ vero il primo ministro Netanyahu ha preso le distanze dal suo collega Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale, definito un “hooligan” politico di estrema destra israeliana. Un vero e proprio provocatore, un radicale, che chiede misure più dure contro i detenuti palestinesi e opponendosi a tregue o accordi di cessate il fuoco.
Ben-Gvir, “non solo tradisce gli standard etici delle forze di sicurezza israeliane, ma offre anche il pretesto perfetto per le campagne di “mostrificazione” contro il suo Paese. Le sue azioni, insieme a quelle di tragiche figure come l’onorevole Carotenuto del M5S, creano una falsa equivalenza morale tra i terroristi e lo Stato democratico di Israele, sporcando la legittima causa del popolo ebraico, il diritto di esistere e continuare a vivere nel suo territorio”. (Mario Sechi, Due incendiari da mettere alla porta, 21.5.26, Libero).
Il video degli attivisti della Global Sumud Flotilla ammanettati, inginocchiati e sbeffeggiati da un ministro non è degno della “unica democrazia del Medio Oriente”. Fine. Punto. Non si fa.
Lo scrive Il Giornale, “Non si fa con i peggiori criminali, con i prigionieri di guerra e men che meno con gli attivisti di una missione farlocca e inutile, ma comunque sino a lì non aggressiva”.
E’ un errore di Israele, anche se il ministro Ben-Gvr se ne frega. Israele, alla fine, è caduta stupidamente nella trappola dei flottisti, che cercavano solo questo. Adesso i governi occidentali smetteranno di trattare Israele con i guanti bianchi? Non lo so, certo che non è stata una grande idea la reazione incendiaria del suo esagitato ministro. E capisco anche la reazione del Governo italiano, non poteva fare altrimenti. Anche se per i sinistri non basta.
Poi diciamo le cose come stanno: se la Flotilla avesse investito i soldi raccolti per qualcosa di utile per gli abitanti di Gaza, sarebbe stato meglio. La loro missione è inutile e rischiosa”. Ed ha un solo scopo: quello di “costringere” Israele a fermarli per denunciarne gli abusi, far circolare la notizia e macchiare ancor più la reputazione israeliana. È una trappola. E Tel Aviv sembra esserci cascata con tutti i piedi”. Sechi, definisce il gesto di Itamar Ben-Gvir, una mascalzonata, e rappresenta un danno strategico autoinflitto, che mina la credibilità internazionale di Israele e fornisce un “regalo” ai suoi nemici, ai tagliagole di Hamas e ai loro fiancheggiatori nei movimenti pro-Pal”.
Sechi rincara la dose. “Il comportamento di Ben-Gvir è vergognoso, fornisce munizioni propagandistiche ai nemici di Israele, che cercavano proprio un passo falso per lanciare operazioni di demonizzazione su larga scala. Il suo estremismo non è il volto di Israele, ma ieri la sua faccia, il suo nauseante vomito politico ha sporcato la bandiera con la Stella di David. Quando un governo, una nazione meravigliosa come Israele, ha al suo interno questa “minoranza tossica”, deve isolarla. Il premier Netanyahu e il ministro degli Esteri Saar hanno usato parole chiare contro Ben-Gvir, ma serve un altro passo: lo mettano alla porta. È una questione di igiene”.
Infine, il giudizio sull’onorevole pentastellato Carotenuto, il nostro campione nazionale, arrestato a bordo della Flotilla, “in questa storia egli rappresenta il “rovescio della medaglia” progressista che ottiene un risultato distruttivo simile: equiparare la “prigionia” dei partecipanti alla Flotilla con quella degli ostaggi ebrei rapiti da Hamas, molti dei quali non sono non più tornati a casa vivi. Carotenuto è incapace di distinguere tra il bene e il male, Giuseppe Conte – che si propone come guida del Campo Largo – dovrebbe espellerlo dal partito”.
















