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Mariarosa Cuciniello: “La fiducia nella politica riguarda tutti noi”

La riflessione dell'Assessore della Giunta Del Gobbo a margine di evento della 'Civil Week' che ha interessato la città di Magenta

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In occasione della Milano Civil Week 2026, dedicata al tema “INSIEME. La società della fiducia”, si è aperta una riflessione importante su una parola tanto semplice quanto decisiva: fiducia.

Nel corso dell’incontro “San Francesco – Fratelli insieme nel Creato: la fraternità francescana per una società fondata sul dono della fiducia”, organizzato da Via Libera ETS con il sostegno del Centro Culturale Don Cesare Tragella, nell’ambito delle iniziative per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, è emersa con forza l’attualità di questo tema.

L’incontro, tra riflessione e spettacolo, ha proposto la figura di San Francesco e la fraternità francescana come modello concreto per una società più etica, solidale e a misura d’uomo.
Nel mio intervento ho voluto affrontare il rapporto tra fiducia e politica.

Parlare oggi di fiducia significa infatti interrogarsi sul rapporto tra cittadini, istituzioni e politica, in un tempo in cui questo legame appare sempre più fragile. Non si tratta di un tema astratto: la fiducia influenza il modo in cui partecipiamo alla vita democratica, il modo in cui viviamo le nostre comunità e persino la capacità di affrontare insieme le difficoltà sociali ed economiche.

Negli ultimi anni molte realtà tradizionalmente considerate punti di riferimento – partiti politici, sindacati, media, istituzioni e persino lo Stato – hanno progressivamente perso autorevolezza e capacità di rappresentanza. Una crisi che attraversa l’intero tessuto sociale e che si traduce in un crescente senso di distanza tra cittadini e politica.

Diversi studi evidenziano chiaramente come oggi la fiducia venga percepita come fragile e discontinua. Tra le principali cause della crisi di fiducia emergono l’incapacità delle istituzioni di rispondere ai grandi cambiamenti sociali ed economici, la mancanza di meritocrazia, l’aumento dell’individualismo e un modello economico spesso orientato quasi esclusivamente al profitto.

A tutto questo si accompagna un dato sempre più evidente: l’aumento dell’astensionismo. Sempre meno persone partecipano alla vita pubblica e sempre più cittadini considerano il voto inutile o inefficace. Ma la crisi democratica non riguarda soltanto la politica: riguarda anche una società che, troppo spesso, rinuncia al proprio ruolo attivo.

La fiducia e partecipazione sono strettamente legate. Dove cresce la fiducia aumenta anche la partecipazione civica. E dove le persone partecipano, la fiducia si rafforza.

Le istituzioni risultano più credibili quando ascoltano, coinvolgono e costruiscono dialogo con le comunità. Al contrario, una politica percepita come distante alimenta ulteriore sfiducia.
Un ruolo fondamentale può essere svolto dal mondo civico e dall’associazionismo, che oggi rappresentano spesso nuovi intermediari di fiducia: luoghi nei quali si costruiscono relazioni, collaborazione e senso di appartenenza.

Già il sociologo Émile Durkheim ricordava che ogni società si regge su legami invisibili fatti di cooperazione, regole condivise e fiducia reciproca. Dove questi legami si indeboliscono prevalgono isolamento, paura e frammentazione; dove invece la fiducia è forte, le comunità diventano più coese e resilienti.

Per il pensiero classico, la fiducia non era un sentimento astratto, ma un impegno concreto fondato sulla coerenza tra parole e azioni.

Per guadagnare fiducia, la politica non deve riempirsi di slogan o promesse, ma deve dimostrare atteggiamenti credibili, continuità e responsabilità. Proprio la parola “responsabilità” crea il legame con la fiducia.

Il politico, l’amministratore, deve svegliarsi ogni mattina pensando che ciò che compie lo fa perché ha ricevuto un atto di fiducia dalla propria comunità e, proprio per questo, è responsabile quotidianamente delle proprie azioni.

La Milano Civil Week ci consegna allora una sfida importante: non aspettare che la fiducia ritorni da sola, ma coltivarla insieme, ogni giorno, nella vita civica, nelle associazioni e nelle istituzioni.
Perché la democrazia vive nelle relazioni tra le persone. E senza fiducia nessuna società può davvero dirsi veramente giusta, viva e democratica.

A cura di Mariarosa Cuciniello
(Assessore alla Famiglia, ai Giovani e alle Pari Opportunità, Comune di Magenta)

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