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Trecate, la stazione “fantasma” al centro del voto: oltre le promesse serve il coraggio della realtà

Il paradosso di uno degli scali più trafficati del Piemonte: snodo vitale per i pendolari, ma dimenticato dalle istituzioni. Ora la politica "scopre" il binario, ma il rischio del binario morto dopo le elezioni è sempre in agguato

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C’è un luogo a Trecate dove il tempo sembra essersi fermato, nonostante il passaggio incessante dei treni della linea S6. È la stazione ferroviaria: un presidio di “strada ferrata” che, secondo la denuncia di tanti cittadini, vive un dualismo inaccettabile. Da una parte il flusso costante di pendolari trecatesi e dei paesi limitrofi; dall’altra, un degrado strutturale che la rende “stazione del fantasma” d’inverno e “del sudore” d’estate.

Un hub strategico senza servizi
Il cuore della polemica sollevata dai pendolari è semplice quanto brutale: Trecate è una delle stazioni più frequentate della regione, eppure il confronto con altri scali ammodernati della tratta lombardo-piemontese è impietoso. La mancanza di una biglietteria fisica non è solo un deficit di servizio, ma una ferita alla sicurezza. Un presidio umano, come sottolineato nella lettera, fungerebbe da deterrente naturale contro l’abbandono.

Le richieste sono concrete e prive di fronzoli:

Servizi igienici funzionanti (un diritto, non un lusso);

Pensiline moderne per ripararsi dalle intemperie;

Un presidio di Polizia Locale sfruttando i locali vuoti, per trasformare un luogo di transito rapido in un’area sicura e controllata.

La politica “scende in banchina”

È un fenomeno ciclico: con l’avvicinarsi della campagna elettorale, le stazioni diventano i set preferiti per i selfie dei candidati. “È la campagna elettorale che è entrata nella vita di tutti noi”. Il timore, ampiamente giustificato dai precedenti, è che l’interesse per il “mezzo pubblico per eccellenza” svanisca il giorno dopo lo scrutinio.

L’appello: non perdere l’ultimo treno
Agosto è alle porte, ed è storicamente il mese dei cantieri e delle grandi manovre. Sarebbe il momento perfetto per passare dalle slide ai fatti. La politica trecatese è avvisata: i pendolari non cercano miracoli, ma “piccoli e semplici accorgimenti” che restituiscano dignità a chi viaggia.

La speranza è che questa volta la coincidenza tra promesse e realtà non venga soppressa. Perché Trecate non può più permettersi di essere una stazione di serie B in una regione che già soffre di croniche carenze ferroviarie. La politica non perda il treno della credibilità: i cittadini sono già in banchina, e non sono disposti ad aspettare ancora.

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