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TV. Su Ray Play parte “Canzoni sotto la pelle”: una trasmissione che metterà a nudo le emozioni

Il reportage della nostra inviata Monica Mazzei sul nuovo programma in onda dal prossimo 8 maggio

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Nei giorni scorsi, si è svolta la conferenza di presentazione di un nuovo programma televisivo che sarà diffuso da RaiPlay, ed è iniziata facendo immergere gli interessati nei pensieri di autori ed artisti che vi parteciperanno, grazie ad una video-carrellata delle frasi più iconiche pronunciate da ciascuno di loro.

Prima di addentrami, mentre a tarda notte riordino i miei appunti, mi rendo conto che quest’idea non sarà un programma televisivo qualunque, ma una fonte di speranza e cibo per l’anima, dovendoci probabilmente attendere periodi ancora più complessi e gli artisti con la loro sensibilità, di solito lo captano per primi…

L’8 maggio prende avvio su Raiplay un progetto ambizioso ed unico “Il Club – Canzoni sotto la pelle”, che vede quali autori Niccolò Aiardi e Federica Gentile, che coltivano da anni un’amicizia personale ed artistica, fatta di stima reciproca e comprensione profonda, ma anche di confronto e punti di vita agli antipodi che li arricchiscono.

La percezione è che per il primo si sia trattato di una necessità o forse più necessità, come quella di rivivere ricordi sia della propria adolescenza con tutta la gamma di emozioni che ne hanno fatto parte, sia, in un certo senso, quella di “indagare” l’adolescenza dei giorni nostri, con i punti di unione e le differenze.

Per la seconda si tratta del momento di realizzare un progetto che girava nella mente da parecchio tempo, accostando i giovani di oggi agli artisti che hanno scritto le nuove e più belle pagine della musica degli ultimi 15 anni, come di quella dell’ultimo trentennio.

La caratteristica principale è che non bisogna aspettarsi videoclip o musica live in studio, perché la chiave di lettura delle puntate, sarà riferita ai testi che sfoceranno in un confronto diretto sui temi della vita che essi contengono.

Federica Gentile, tipica adolescente di un po’ di anni fa, ricorda ancora molto bene le emozioni di quel periodo e la voglia di diventare grandi e secondo lei i ragazzi di oggi non sono cambiati, e pensa che anche oggi a loro sembri che le canzoni siano le uniche in grado di capirli, avviando una sorta di mappa dei sentimenti che dura per tutta la vita, in una storia fatta di adolescenza e post adolescenza.

“Anche ai miei tempi, ci si tatuava i versi che ci rappresentavano e ci sembrava che le canzoni ci capissero. Ricordo molto bene gli anni di scuola e così è scaturito in me questo titolo, perché ho realizzato che le canzoni che abbiamo amato di più sono rimaste davvero sotto la nostra pelle”.

Niccolò Aiardi dal canto suo, coltiva da sempre la passione per le emozioni dei ragazzi e questi lati in comune li hanno portati entrambi a sedersi ad un tavolino ed il progetto è stato coordinato in modo concreto.

Niccolò Aiardi: “Quando ho conosciuto Federica stavo per rispondere alla mia prima intervista, su un mio libro di allora con il quale avevo immaginato di cercare in Italia i nomi che esistono nelle canzoni, per vedere se davvero le varie Sara per esempio, provassero le emozioni decantate. Federica mi aveva intervistato su questo progetto che le piacque tantissimo da subito. L’idea attuale invece almeno dal mio punto di vita, parte dalla sensazione che le canzoni di oggi non mi rispecchino più. Ho parlato con mio figlio delle mie canzoni preferite ai miei tempi, e ho scoperto che facendolo possiamo ridarvi un senso ma anche conferire sacralità a quelle di oggi o anche a quelle che mi piacevano meno. Le canzoni sono veicolo transazionale in grado di tirare fuori uno spettacolo di arte varia”.

Federica Gentile ha quindi svelato in parte le tematiche che animeranno le puntate (in tutto dieci temi), approfondendone il meccanismo: la ricerca di una emozione precisa e fare in modo attraverso i loro brani, che possano accomunare in un episodio due artisti alla volta.

“Ad esempio, con Levante e Gaia abbiamo parlato di sorellanza e femminilità e dell’accettazione di sé e dei problemi dei difetti anche fisici, nella adolescenza. Con Dito nella Piaga delle aspettative sociali che spesso opprimono le donne. Con Aiello della fine delle relazioni e come affrontarla. Con Pelù di ribellione. Con Fabi di fragilità. Con Masini di rabbia. Con Michelin della distrazione che può portarci a dare tutto per scontato. Con Malika Ayane, di rancore. Con l’accoppiata Iezzi e Peyote di amicizia. Gli artisti non sapevano cosa aspettarsi quando siamo entrati in studio, Levante voleva addirittura rifarlo di nuovo, talmente le è piaciuto.

A Niccolò hanno domandato quale fosse la sua canzone sotto la pelle: “Ivano fossati con ‘C’è tempo’, perché sembra l’unico a non rimpiangere a volte chiedendosi dei propri errori, come finiamo per fare tutti. Ma per lui c’è tempo per questo ‘mare di gente’…”.

Il brano chiave di Federica invece è “Time” dei Pink Floyd, che la colpì con la frase simbolo “And you run and you run to catch up with the sun but it’s sinking / Racing around to come up behind you again”, perché le fece capire che il più delle volte, dopo aver tanto corso e quando crediamo di aver raggiunto il nostro obiettivo, quest’ultmo si sposta ancora, continuando a farci crescere e migliorare.

Alla domanda se siano preoccupati per questa nuova generazione, Federica ha risposto che ovviamente nessun genitore si aspettava i propri figli dovessero vivere un periodo incerto e difficile come quello attuale, ma afferma che le sembrano molto consapevoli delle proprie fragilità; dal canto suo, Niccolò si dice certo delle loro risorse, anche se hanno bisogno di ascolto e loro due vogliono offrirglielo attraverso una trasmissione, per aiutarli a capire che ci vuole il proprio tempo anche per affrontare le proprie paura, che vanno attraversate avendo paura…

Per Niccolò la musica è stata indubbiamente un mestiere per tanti anni, ed oggi è soprattutto autore. Un’ambizione in linea con la sua vita, che gli ha insegnato ad evolvere anche attraverso gli insuccessi, vivendo in modo meraviglioso le emozioni altrui, ascoltando le vite degli altri; senza tralasciare che questo cammino l’ha portato a vincere il Golden Globe 2021 per la miglior canzone originale con “Io sì (Seen)”. Il brano, colonna sonora del film La vita davanti a sé, è stato scritto in collaborazione con Laura Pausini e Diane Warren.

Per Federica è una compagna di vita anche grazie alla sua famiglia che portava in casa maree di vinili originali inglesi grazie a mamma, e grazie a papà che invece era un grandissimo appassionato di musica italiana fin dai Sessanta; mentre per lei la musica è la colonna sonora di tutta una vita ed è fermamente convinta sia l’unico linguaggio condiviso da tutti.

Collegandosi ad un’altra trasmissione da lei condotta, Federica ha voluto addentrarsi nella professione per antonomasia compagna della musica, quella di speaker: “Quello della radio è un mestiere che ti porta a sviluppare variegate competenze. Ne fa parte tanta tecnica, dal conoscere il funzionamento del mix a come si inseriscono gli intro e i parlati, con una sintassi corretta, per esempio. Ma non è tutto: bisogna studiare sempre! I contenuti sono il cuore di questo lavoro e bisogna no smettere mai di essere curiosi e di imparare nuove cose!”

Inevitabilmente, emergono quelli che possono essere gli aspetti negativi dei nostri tempi.
Per Niccolò purtroppo i ragazzi di adesso poco conoscono la musica delle origini e i predecessori di parecchi degli artisti attuali. “Capisco bene la musica che piace adesso ma non riesco ad apprezzarla. Ai ragazzi manca la radice che può dare nuova linfa propulsiva e nuovo nutrimento. Con questo programma desidero colmare queste lacune e creare un ponte tra passato e presente”.

Per Federica è molto diverso, perché ricorda ancora molto bene la sua adolescenza negli anni Ottanta, la sua crescita con i Duran Duran e quelle band che portarono alla nascita dell’elettronica che si scontrava con la musica rock per esempio e tutto ciò che c’era stato prima: “Eppure oggi sappiamo che questo genere è riconosciuto universalmente e qualcuno come George Michael è stimato a livello mondiale, nonostante abbia fatto parte dei propri esordi. Oggi vedo nei ragazzi amare tanto per esempio il genere urban, ma so che se entro nell’argomento, loro conoscono Battiato come Battisti”.

Per Niccolò però sono proprio le radio le più colpevoli, tralasciando il loro compito di continuare a ricordare i capisaldi della musica italiana e mondiale, ci tiene comunque a precisare che vi è differenza tra le canzoni scritte spinti quasi da una necessità interiore, e per le quali quindi ci si prende il tempo di dedicarvisi e anche di correggere e ricorreggere errori, sedimentando e restando incuranti che possa piacere a tutti; da quelle nate per “supporto”, e sono tipologie molto diverse ma il mercato oggi richiede qualcosa di veloce, sino a produrre un singolo a settimana che poi ne richiede appunto subito un altro.
Metti insieme tre autori e producer e diventa un prodotto da rendere più definito possibile l’obiettivo sul mercato.

La struttura del programma

“La scaletta vedrà i ragazzi seduti davanti a noi, gli artisti vengono presentati proprio da loro, che redigeranno la scheda dell’artista. Le canzoni le scegliamo noi per tema comune tra due artisti a puntata, e potremo andare indietro anche di 15 anni per sfaccettarla”, ha spiegato Federica, “Nei fumetti scenografici ne vediamo le frasi iconiche e si parlerà ad esempio del tradimento di un amico. Saranno analizzate due canzoni a testa, e tutto si snoderà tra vissuto emotivo e ragionamento”.

Gli ospiti

Niccolò Fabi e Ensi, Piero Pelù e Dargen D’Amico, Levante e Gaia, Michele Bravi e Aiello, Marco Masini e Anastasio, Ditonellapiaga ed Emma Nolde, Malika Ayane e Rancore, Francesca Michielin e Margerita Vicario, Paola Iezzi e Willie Peyote, Jack Savoretti- Leo Gassmann.

Il format

«Il format – sottolinea Marcello Ciannamea, direttore Rai Contenuti Digitali e Transmediali – punta ad arrivare dritto alle emozioni, proprio quelle che si nascondono “sotto la pelle “del nostro pubblico, raggiungendolo in quello spazio meraviglioso, contraddittorio ma fragile che è l’adolescenza. La musica diventa un linguaggio universale e allo stesso tempo intimo, capace di penetrare i cuori e dare voce alla loro sensibilità. Una strofa ripresa e canticchiata racconta più di mille confessioni che, spesso, per pudore restano solo parole mute».

Regia

Dimitri Patrizi

A cura di Monica Mazzei
Freelance culturale
TicinoNotizie.it

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