Nessun vizio di mente per Massimo Ferretti e Igor Benedito entrambi capaci di intendere e di volere al momento dell’omicidio di Fabio Ravasio, investito e ucciso da quella che inizialmente era sembrata un’auto pirata, il 9 agosto 2024 a Parabiago, mentre rincasava in bicicletta.
Nessun vizio di mente
Lo hanno stabilito gli psichiatri forensi incaricati dalla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio di accertare la capacità e soprattutto la volontà dei due imputati a processo per l’assassinio del 52enne e ascoltati oggi, lunedì 20 aprile, in aula.
Figura apicale del piano ipotizzato dal pubblico ministero Ciro Caramore, che ha condotto l’inchiesta,per eliminare Ravasio dietro a un movente meramente economico è Adilma Pereira Carneiro, brasiliana di 50 anni, la “Mantide” di Parabiago, compagna della vittima. La 50enne è la madre di Igor e, all’epoca, era l’amante di Ferretti. Ferretti per i consulenti, che pur hanno rilevato “fragilità identitaria”, “vulnerabilità affettiva” e “biosgno relazionale”, non presenta alcuna patologia capace di giustificare una sua incapacità o semi infermità . Lo stesso è stato stabilito per Benedito per il quale non è stato riscontrato un disturbo di dipendenza della personalità . L’ipotesi difensiva era che entrambi, seppur per ragioni diverse, fossero stati manipolati dalla Mantide, circuiti da lei, al fine di prendere parte al piano omicidiario.
Niente abbreviato per Lavezzo
Nella stessa udienza è stata rigettata la richiesta dei difensori di Fabio Lavezzo, altro imputato in Corte d’Assise, di essere ammesso al rito abbreviato e di godere, in caso di condanna, dello sconto di un terzo della penaprevisto dalla legge.
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