HomeAgricolturaMortara e riso, appello agli eurodeputati per limitare l’import asiatico

Mortara e riso, appello agli eurodeputati per limitare l’import asiatico

A Bruxelles i vertici nazionali di Coldiretti e Filiera Italia hanno incontrato gli eurodeputati italiani per discutere di un tema centrale per il mondo risicolo, con particolare attenzione al territorio di Mortara e della Lomellina: l’ipotesi di abbassare le soglie quantitative che fanno scattare automaticamente la clausola di salvaguardia sulle importazioni dal Sudest asiatico.

Si tratta di un principio che potrebbe diventare un modello da estendere a tutti gli accordi di libero scambio che l’Unione Europea sta negoziando, con l’obiettivo di garantire una protezione concreta all’intero sistema agroalimentare europeo. Oggi, infatti, le importazioni di riso a dazio agevolato rappresentano circa il 60% del totale.

L’incontro si inserisce anche in vista della prossima sessione plenaria del Parlamento europeo, convocata per martedì 28 aprile, quando gli eurodeputati saranno chiamati ad approvare in via definitiva l’accordo raggiunto nel Trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione.

«Il riso è il cuore pulsante dell’agricoltura lomellina, con Mortara simbolo di una tradizione produttiva che rappresenta identità e lavoro per il nostro territorio: siamo orgogliosi che Coldiretti e Filiera Italia stiano portando avanti con determinazione questa battaglia anche in sede europea – commenta Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia –. I nostri risicoltori hanno urgente bisogno di interventi concreti per affrontare una fase particolarmente complessa».

«L’incontro di Bruxelles è una notizia importante per tutto il Pavese – prosegue – perché difendere il riso significa difendere il futuro di migliaia di famiglie e di un comparto strategico. Il nostro obiettivo è promuovere modifiche all’accordo che introducano un meccanismo di protezione realmente efficace nel medio e lungo periodo per la risicoltura italiana ed europea, in linea con le posizioni sostenute da Coldiretti fin dall’inizio del negoziato».

I produttori, infatti, chiedono di essere messi nelle condizioni di pianificare il futuro delle proprie aziende senza subire la concorrenza sleale delle importazioni estere. In questo senso, la presentazione e il sostegno di emendamenti correttivi rappresenterebbero un segnale politico forte a tutela del comparto, oggi sotto pressione per il calo dei prezzi e l’aumento dei costi di produzione.

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