Secondo quanto riportato da Libero, la Milano Design Week e il Salone del Mobile continuano a trasformare il capoluogo lombardo – e tutto il suo hinterland – in un polo di attrazione globale, ma anche in un territorio dove i costi di soggiorno diventano sempre più proibitivi.
Durante la settimana clou, attesa tra il 20 e il 26 aprile, sono previste oltre 600mila presenze tra designer, architetti, giornalisti e appassionati. Una domanda altissima che si traduce in un’impennata dei prezzi: gli affitti brevi registrano aumenti medi del 199%, mentre le tariffe alberghiere crescono fino al 190%.
Se nel centro di Milano si possono raggiungere cifre estreme – fino a 2.500 euro a notte – anche l’hinterland non resta immune. Ed è qui che entrano in gioco realtà come Legnano e l’Ovest Milanese, sempre più strategiche per chi cerca soluzioni più accessibili senza rinunciare ai collegamenti con la città.
A Rho e Pero, complice la vicinanza alla Fiera, i prezzi oscillano tra i 180 e i 350 euro a notte. A Monza si arriva fino a 220 euro, mentre a Sesto San Giovanni, San Donato e Assago si resta tra i 120 e i 210 euro. Nell’area dell’Ovest Milanese – tra Legnano, Parabiago, Vanzago e Busto Arsizio – si trovano le opzioni più economiche, a partire da circa 85 euro a notte, soprattutto se ben collegate con il passante ferroviario.
Nonostante ciò, il “risparmio” resta relativo: anche fuori città, i rincari sono significativi e legati alla forte domanda generata dall’evento. Per molti proprietari, infatti, la settimana del Salone rappresenta un’occasione per guadagni pari a diversi mesi di affitto tradizionale.
Il risultato è una città – e un territorio sempre più ampio – che beneficia di un indotto economico rilevante (278 milioni di euro nel 2024), ma che al tempo stesso diventa sempre più difficile da vivere per chi non può sostenere questi livelli di spesa.
















