HomeCronacaValle Lomellina: rubano un sollevatore telescopico da centomila euro, arrestati dai Carabinieri

Valle Lomellina: rubano un sollevatore telescopico da centomila euro, arrestati dai Carabinieri

Un furto sventato nel giro di poche ore grazie alla tecnologia e alla prontezza dei Carabinieri della Compagnia di Vigevano. Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2026, tre uomini sono stati arrestati in flagranza di reato con l’accusa di aver sottratto un mezzo d’opera di ingente valore da un cantiere situato tra la SP133 e la SP5. Il furto è scattato intorno alle 22.15 del 26 marzo. Gli indagati, tre uomini di 36, 26 e 47 anni, si sarebbero introdotti in un cantiere “a cielo aperto” per la costruzione di un impianto di Bio Metano. L’obiettivo era un sollevatore telescopico del valore commerciale di oltre 100mila euro. A tradire i malviventi è stato il sistema di antifurto satellitare. Il titolare della ditta ha ricevuto un alert sul proprio cellulare che segnalava l’accensione del mezzo fuori orario.

Notando che il sollevatore si stava spostando, l’imprenditore ha immediatamente allertato i Carabinieri di Sartirana Lomellina, monitorando la posizione in tempo reale. Le pattuglie della Stazione di Candia Lomellina si sono portate velocemente lungo la SP5. Grazie alle coordinate GPS, i militari hanno individuato in una strada sterrata una Fiat Panda bianca (risultata a noleggio) con a bordo i tre soggetti. A pochi metri dall’auto, nascosto nella boscaglia, è stato rinvenuto il sollevatore Merlo. Il mezzo presentava segni di scasso sulla maniglia del vano motore, forzata per permetterne l’accensione. Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno trovato strumenti inequivocabili: Due passamontagna e guanti in lattice. Cacciaviti e torce. Un mazzo di chiavi alterate, una delle quali è risultata perfettamente in grado di mettere in funzione il veicolo rubato. Un localizzatore GPS, presumibilmente rimosso dal mezzo agricolo per tentare di renderlo irreperibile.

I tre uomini, tutti residenti tra Mede e Sartirana Lomellina, sono stati dichiarati in arresto e trasferiti nelle camere di sicurezza. Le accuse contestate dal Pubblico Ministero della Procura di Pavia, riguardano il furto aggravato in concorso, con le aggravanti del danno patrimoniale rilevante, dell’uso di mezzo fraudolento (le chiavi alterate) e dell’aver agito su beni esposti alla pubblica fede. Per due degli indagati è stata inoltre contestata la recidiva. L’udienza di convalida e il giudizio direttissimo sono stati fissati presso il Tribunale di Pavia.

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