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Allarme ONU: “Italia nel mirino Lgbt”. La denuncia di Pro Vita & Famiglia

Il Presidente Antonio Brandi: "Dal 9 al 19 marzo si riunisce all'ONU la Commissione sullo Status delle Donne (CSW). L’Italia è in pericolo".

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A poche ore dall’apertura della Commissione sullo Status delle Donne (CSW) presso le Nazioni Unite a New York (9-19 marzo), Pro Vita e Famiglia lancia un allarme rosso sulla posizione che la delegazione italiana assumerà nei negoziati a porte chiuse.

Al centro della contestazione c’è il ruolo dell’Ambasciatore all’ONU, Giorgio Marrapodi, nominato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo l’associazione, l’Italia rischierebbe di piegarsi alle pressioni delle lobby trans-femministe e LGBT, avallando un documento finale che promuove l’aborto come “diritto umano” e sostituisce la figura della donna biologica con l’ideologia gender.

La denuncia: “Donna è una persona adulta di sesso femminile”
Nelle scorse settimane, i manifesti affissi in diverse città italiane che riportavano la semplice definizione da dizionario di “Donna” – persona adulta di sesso femminile – sono stati oggetto di sistematici atti di vandalismo da parte di collettivi radicali.

“Lo stesso fanatismo che imbratta i nostri manifesti in Italia sta agendo a New York con la penna stilografica,” dichiara il Presidente dei pro life Antonio Brandi . “Vogliono imporre una definizione di donna che cancella la realtà biologica. Se l’Ambasciatore Marrapodi firmerà queste conclusioni, l’Italia sarà complice di una menzogna antropologica senza precedenti.”

Camion-vela alla Farnesina
Per rompere il silenzio del Ministero degli Esteri, che finora non ha risposto alle richieste ufficiali di chiarimento (PEC), un camion-vela con i manifesti censurati stazionerà davanti all’ingresso del Ministero degli Affari Esteri a Roma. L’obiettivo è ottenere rassicurazioni immediate: l’Italia non deve allinearsi alla linea ideologica del Parlamento Europeo del 12 febbraio, ma difendere il diritto alla vita e l’identità femminile.

I punti critici della trattativa ONU:
Aborto: Tentativo di inserirlo tra i “diritti umani” fondamentali.

Ideologia Gender: Equiparazione legale tra maschi biologici (“donne trans”) e donne.

Finanziamenti: Priorità assoluta di fondi a organizzazioni LGBT e trans-femministe a scapito delle politiche per la famiglia.

Pro Vita e Famiglia chiede formalmente al Ministro Tajani un incontro urgente o una dichiarazione pubblica che chiarisca la posizione italiana: “Non permetteremo che il nome dell’Italia venga usato per smantellare i valori della vita e della famiglia in un vertice internazionale.”

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