Una lunga lista di testimonianze sarà al centro del processo a carico di Emanuela Maccarani, ex dg della Nazionale di ginnastica ritmica, accusata di
maltrattamenti aggravati verso le ginnaste dell’Accademia di
ritmica di Desio (MONZA).
E’ quanto emerge dalla prima udienza del dibattimento, apertosi oggi in Tribunale a MONZA, a seguito delle indagini avviate dopo le denunce di quattro ‘farfalle’:
Anna Basta, Nina Corradini, Francesca Mayer e Beatrice
Tornatore. Tutte e quattro si sono costituite parte civile a
processo, mentre saranno oltre settanta (seppure potranno
diminuire nel corso del dibattimenti come già annunciato dal
giudice), le testimonianze presentate da difesa e parti civili,
alcune comuni a entrambe le parti, tra atlete, genitori, medici,
nutrizionisti, camerieri, ristoratori e vertici di
Federginnastica.
Al banco dei testimoni compariranno “ex ginnaste storiche di
alto livello, medagliate – ha detto all’ANSA l’avvocato Giovanni
Battista Frisoli, legale di Anna Basta (la quale deporrà per
prima a giugno) – che hanno subito gli stesso trattamento se non
peggiore, in passato”. Tra loro, ha confermato il legale, anche
Angelica Savrayuk, tre ori ai mondiali nella Nazionale italiana
e autrice del libro ‘La Farfalla dell’Est’.
“Siamo fiduciosi che venga fuori la verità”, è il commento
dell’avvocato Danila De Domenico, legale di Maccarani insieme al
collega Federico Cecconi, già legale di Silvio Berlusconi nel
processo Ruby, nonostante il rigetto dell’istanza presentata per
la riqualificazione del reato. La ex dirigente, che ha sempre
respinto le accuse, una volta fuori dall’aula si è detta a sua
volta fiduciosa che i fatti “tornino nella loro giusta
collocazione”, rendendo noto di aver ricevuto offerte di lavoro
all’estero. Esclusa dalle parti civili, per un vizio
procedurale, l’associazione ChangeTheGame: “resterà come ente
rappresentativo di interessi lesi dal reato – ha spiegato
all’ANSA l’avvocato dell’associazione Marina Troglia – rimarrà
al fianco delle ragazze a prescindere dall’impossibilità di
chiedere il risarcimento del danno”.
La prossima udienza è fissata a marzo, verrà conferito l’incarico al perito che dovrà
procedere con la trascrizione dei brogliacci delle
intercettazioni telefoniche e delle chat, acquisite durante le
indagini. Secondo l’accusa, ridefinita dall’imputazione coatta
del Gip di MONZA Angela Colella in maltrattamenti aggravati in
famiglia, dagli accertamenti è emersa “la pluralità di condotte
maltrattanti di natura attiva poste in essere dall’allenatrice
ai danni di tutta la squadra, e così pure delle singole atlete
di volta in volta prese di mira”.
















