Nega tutto Adilma Pereira Carneiro, la cinquantenne brasiliana, ribattezzata la
Mantide di Parabiago, a processo per l’omicidio volontario del
compagno Fabio Ravasio, 52 anni, investito e ucciso da quella
che inizialmente sembrava essere un’auto pirata, il 9 agosto
2024 nella cittadina in provincia di Milano.
Ieri la donna, davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio
(VARESE) presieduta da Giuseppe Fazio (Marco Montanari a
latere), incalzata dalle domande del pubblico ministero Ciro
Caramore, che ha coordinato l’indagine, ha negato ogni cosa.
Ha negato persino le intercettazioni puntualmente lette dal
Pm. Intercettazioni che l’hanno vista parlare di riti magici per
causare gravi problemi di salute alla suocera, al cugino di
Ravasio e alla commercialista di famiglia. Ovvero coloro che
l’avrebbero potuta ostacolare nell’andare all’incasso
dell’eredità del compagno ucciso. Per l’accusa il movente è
sempre stato economico.
“Mai praticato la magia nera, sono stata
perseguitata per la mia religione”, ha detto Adilma negando
anche il tentativo di far passare per figli di Ravasio i due
gemelli che portano invece il cognome di Marcello Trifone,
coimputato nello stesso processo, e tuttora marito della donna.
Ha negato di aver imbeccato lo stesso Trifone, dopo l’omicidio,
anche se, sempre intercettata gli ha ordinato di prendersi tutta
la colpa dell’accaduto adducendo un movente passionale. Trifone
avrebbe dovuto rivelare agli inquirenti di essersi scoperto
omosessuale arrivando ad uccidere Ravasio per gelosia.
Pereira oggi ha accusato, come aveva già fatto in
interrogatorio, Massimo Ferretti, ex amante e coimputato. Geloso
di Ravasio avrebbe orchestrato il piano per assassinarlo secondo
quanto testimoniato dalla 50enne.
Ferretti, subito dopol’arresto, era stato il primo a collaborare. Lo ha fatto anche
durante l’esame in aula assumendosi le proprie responsabilità e
indicando in Adilma l’ideatrice del piano e coinvolgendo gli
altri coimputati, compreso il figlio della donna alla guida
dell’auto killer. “E’ più facile accusare me – ha detto
l’imputata in aula -, io sono innocua. Ferretti è pericoloso,
nel suo bar c’è un giro di spaccio e conosce persone
pericolose”.” Lo fanno perché lui li ha minacciati – ha aggiunto
sena chiarire in quali circostanze – di Ferretti hanno tutti
paura”.

















