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Data Center a Vittuone: il Comitato Futuro Nazionale chiede massima trasparenza su compensazioni e fondi

Il progetto prevede una serie di interventi riqualificanti. Tra questi la riqualificazione del bosco nell'area dei Fontanili e del Lazzaretto.

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L’avvio del dibattito pubblico sul futuro Data Center che sorgerà a Vittuone incassa il primo parere positivo del Comitato “Futuro Nazionale Vittuone”. In una nota firmata dal referente Ezio Manini, il sodalizio esprime soddisfazione per l’apertura del confronto istituzionale, definendo la trasparenza “un primo passo importante che va nella giusta direzione”, pur giudicando “troppo superficiale” la prima risposta fornita alla stampa da parte dell’Amministrazione comunale. “Siamo soddisfatti che, anche a seguito dei nostri interventi, si sia finalmente iniziato a parlare pubblicamente del Data Center che sorgerà a Vittuone. La trasparenza rappresenta un primo passo importante e va nella giusta direzione”, esordiscono.

Secondo il comitato, l’attenzione non deve limitarsi alla sola realizzazione dei parcheggi, ma deve estendersi all’intero pacchetto di opere di mitigazione e compensazione ambientale previste dal progetto, che toccano diverse aree strategiche del territorio comunale.

Nel dettaglio, il comunicato elenca una serie di interventi giudicati rilevanti per la comunità. Tra questi figurano la riqualificazione del bosco nell’area dei Fontanili e del Lazzaretto, con un ampliamento della superficie verde di circa 5.000 metri quadrati tramite nuove piantumazioni, e la creazione di un nuovo parco di circa 12.000 metri quadrati in via Madonna del Salvatore. Sono inoltre previsti interventi di incremento del verde di fronte al centro commerciale Il Destriero e all’interno dei complessi scolastici del paese, dove si interverrà anche con opere di depavimentazione per aumentare le superfici permeabili.

Accanto alle opere ambientali, il focus si sposta sulla gestione economica dell’operazione. Gli oneri di urbanizzazione legati all’insediamento del Data Center ammontano infatti a diversi milioni di euro. Su questo punto, Manini sottolinea la necessità di garantire la massima chiarezza nella gestione delle risorse, affinché vengano impiegate “per realizzare opere realmente utili alla comunità”.
Preso atto che l’iter autorizzativo è ormai in fase avanzata e che le previsioni del Piano di Governo del Territorio (PGT) non lasciano margini per impedire la costruzione della struttura, il Comitato Futuro Nazionale sposta l’obiettivo sulla vigilanza e sulla programmazione futura. La richiesta all’Amministrazione è duplice: da un lato assicurare che tutte le mitigazioni previste siano realizzate integralmente, senza tagli o rinvii; dall’altro sfruttare la prossima variante al PGT per controbilanciare l’impatto dell’infrastruttura.

La proposta è di vincolare un’ulteriore porzione di territorio a verde pubblico protetto per rispondere in modo più incisivo al consumo di suolo generato dall’opera. A questo proposito, il comitato dichiara di aver già individuato un’area concreta da recuperare e si dice pronto ad aprire un tavolo di confronto costruttivo con l’ente pubblico, definendo la tutela ambientale non come un semplice obbligo formale, ma come “una scelta strategica e permanente per il futuro di Vittuone”.

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