Il Novarese si conferma la provincia piemontese maggiormente interessata dal virus West Nile. I casi di contagio registrati sul territorio sono infatti saliti a 18, secondo gli ultimi dati aggiornati sulla base delle segnalazioni delle autorità sanitarie.
Il dato colloca Novara nettamente al primo posto in Piemonte per numero di infezioni nell’uomo. Complessivamente, i casi registrati nella regione sono 41: oltre ai 18 del Novarese, se ne contano 10 in provincia di Torino, 9 nell’Alessandrino, 3 nel Vercellese e uno nel Biellese. Al momento non risultano casi umani nelle province di Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola.
Il dato complessivo di 18 contagi non significa che tutte le persone colpite abbiano sviluppato forme gravi della malattia. L’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità, aggiornato al 12 agosto, indicava per la provincia di Novara 13 infezioni confermate: 10 forme neuroinvasive e 3 casi di febbre West Nile.
Le successive notifiche hanno portato il totale a 18, mentre è ancora in corso il consolidamento dei dati clinici nella piattaforma nazionale di sorveglianza.
La forma neuroinvasiva rappresenta la manifestazione clinicamente più seria dell’infezione. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il virus West Nile può provocare sintomi lievi, come una sindrome febbrile, oppure non dare alcun sintomo.
226 casi in Italia
Il fenomeno riguarda comunque un’area molto più ampia. Il report dell’Istituto superiore di sanità aggiornato al 12 agosto censiva complessivamente 226 casi confermati di infezione da West Nile nell’uomo in Italia, distribuiti in 55 province appartenenti a 16 regioni.
Il monitoraggio sanitario prosegue quindi su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alle aree dove la circolazione del virus risulta più intensa.
Controlli anche sulle donazioni di sangue
Le misure di sorveglianza riguardano anche le persone prive di sintomi. In Piemonte, dal 3 luglio, la Struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali ha attivato le misure di prevenzione previste per le donazioni di sangue ed emocomponenti sull’intero territorio regionale.
Sul fronte della prevenzione e del controllo delle zanzare, il Seremi segnala inoltre che, a partire da maggio, l’Ipla – Istituto per le piante da legno e l’ambiente – ha effettuato 60 interventi sul territorio regionale in seguito alle segnalazioni provenienti dalla rete di sorveglianza.
Con 18 casi, dunque, il Novarese resta al momento il principale focolaio piemontese di West Nile, in un quadro che continua a essere attentamente monitorato dalle autorità sanitarie.












