Dal primo referto medico, in attesa
dell’autopsia che sara’ eseguita nei prossimi giorni, gli
aggressori di Gianluca Ibarra Silvera “si accanivano su di lui
accoltellandolo circa una trentina di volte e successivamente
scaraventandolo nell’intercapedine esistente tra la sponda dei
binari ferroviari e la parete di cinta della stazione
ferroviaria” di Milano-Certosa. E’ quanto si legge nel decreto
di fermo della procura di Milano per concorso in omicidio
aggravato dalla premeditazione emesso nei confronti di due
presunti autori.
La ricostruzione si basa molto sulla
testimonianza del fratello 20enne della vittima, il quale dal
“suo nascondiglio, attratto dalle urla del fratello aggredito,
vedeva a pochi metri di distanza che il gruppo aveva raggiunto”
Gianluca “facendolo cadere in avanti e circondandolo, colpendolo
con pietre, coltelli e cocci di bottiglie, e dopo che si era
girato dalla posizione prona a quella supina, attingendolo
ulteriormente con fendenti al tronco ed agli arti superiori e
inferiori e, alla fine dell’aggressione, trascinandolo per
alcuni metri per buttarlo all’interno di una stretta e profonda
intercapedine”.
Agli otto indagati, di cui uno scappato
all’estero, si aggiungono altri 9 giovani, ancora da
identificare, che avrebbero partecipato alla caccia all’uomo
avvenuta la sera dello scorso 26 maggio.














