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Magenta, furto in piazza Liberazione: il Gps localizza la borsa all’interno della ex Vincenziana

Una storia che unisce il dolore per la perdita di un affetto caro, il disagio della microcriminalità locale e l’intreccio burocratico della proprietà privata. È la disavventura vissuta da una cittadina statunitense proveniente da San Luis Obispo, in California, giunta a Magenta all’inizio di luglio per festeggiare il matrimonio di un’amica, celebrato il 4 luglio.

Un paio di giorni prima delle nozze, mentre si trovava seduta ai tavolini di un locale nella centrale piazza Liberazione, la donna è stata vittima del furto della propria borsa. Oltre al denaro contante e ai documenti di viaggio, l’attimo di distrazione le è costato soprattutto la perdita di oggetti dal profondo valore affettivo: ricordi personali legati al marito, scomparso soltanto pochi mesi fa.
Rientrata negli Stati Uniti con l’amarezza del furto subito, la donna ha ricordato che all’interno della borsa si trovava un dispositivo di tracciamento GPS ancora attivo. Consultando la posizione da remoto, il segnale ha fornito un’indicazione precisa: la borsa si trova all’interno del complesso dell’ex Vincenziana di via Casati della Fondazione La Vincenziana di proprietà della Diocesi di Milano.

L’immobile, da tempo in stato di abbandono e spesso segnalato come rifugio di fortuna per senzatetto, rappresenta tuttavia una proprietà privata. Una condizione che impedisce l’accesso immediato o un’ispezione spontanea, richiedendo autorizzazioni formali e passaggi burocratici specifici.
Sulla vicenda si sono subito attivate le forze dell’ordine territoriali. Polizia Locale e Carabinieri hanno dimostrato piena disponibilità, garantendo massimo supporto per fare luce sull’accaduto. Nei giorni scorsi è stato effettuato un primo sopralluogo all’esterno della struttura insieme agli agenti del Comando di via Crivelli, che non ha però portato al rintraccio del bene.

Per poter varcare la soglia e perlustrare gli spazi interni della struttura, i responsabili hanno provveduto ad inoltrare una richiesta formale di accesso ai proprietari dell’immobile.
Non è il valore commerciale della borsa a muovere l’appello, quanto la speranza che quel legame con la memoria del marito possa essere recuperato. Il segnale GPS continua a indicare che il dispositivo è ancora lì, custode di ricordi che per la proprietaria californiana non hanno prezzo.

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