“Quando ho preso in mano la gestione della curva credevo nell’amicizia, nella fratellanza e poi sono subentrati il denaro, il potere e sono finito in una spirale di violenza. Mi interessava solo tenere il comando contro chiunque volesse portarmi via il predominio, ero entrato in guerra e così facendo ho messo in pericolo tutti, la mia famiglia, e poi il dottor Storari per fortuna mi ha fatto capire
che ero finito in un burrone e ho deciso di collaborare”.
È iniziato così nell’aula della Corte d’Assise di Milano l’esame del pentito Andrea Beretta, ex capo ultrà della curva Nord interista, e tra i cinque imputati, come mandante e reo confesso, nel processo per l’omicidio dello storico leader ultrà nerazzurro Vittorio Boiocchi del 2022, cold case risolto con le indagini della Polizia e dei pm Storari e Ammendola. Beretta collabora da fine 2024 dopo l’arresto nella inchiesta ‘doppia curva’ e ha parlato video collegato da un carcere (su cui vige la massima riservatezza) e ripreso sempre di spalle.
















